Skyscraper

TRAMA
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Will Sawyer è un ex leader del Team di Recupero Ostaggi dell'FBI e veterano di guerra che ora valuta la sicurezza dei grattacieli. Durante un lavoro in Cina trova il più alto e sicuro edificio del mondo improvvisamente in fiamme e viene incolpato per questo. Da ricercato in fuga, Will deve trovare i responsabili, ripulire il suo nome e salvare in qualche modo la sua famiglia intrappolata all'interno dell'edificio in fiamme. 

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Skyscraper
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Universal Pictures Italia
DURATA
102 min.
USCITA CINEMA
19/07/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Gian Luca Pisacane
 
Forse i divi che riescono a colmare il botteghino solo con il loro nome si contano sulle dita di una mano. Tom Cruise riempie le sale quando interpreta Ethan Hunt in Mission: Impossible, Jennifer Lawrence è un mito per le nuove generazioni sulla scia di Hunger Games… E poi forse c’è lui: Dwayne “The Rock” Johnson, l’ipertrofico samoano dal sorriso sgargiante.
 
È riuscito a trasformarsi in un fenomeno popolare, figlio di un’America che cerca sempre di aggrapparsi a nuovi eroi. Con i suoi muscoli da fumetto, The Rock è entrato nella famiglia degli Schwarzenegger, Stallone e Van Damme, padri fondatori di saghe spaccatutto di cui si è perso il conto. Forse la sua arma vincente è un’ombra d’ironia, ma soprattutto la capacità di incarnare gli ideali di una nutrita fetta di yankees. Alcuni lo indicano addirittura come il prossimo inquilino della Casa Bianca. Tutto è possibile.
 
In Skyscraper, The Rock è l’incarnazione gonfiata di una potenza che si sente padrona del mondo. Se c’è una crisi dall’altra parte dell’emisfero (in questo caso Hong Kong), sarà l’unico sulla piazza a risolverla. Anche ferito e senza una gamba ce la farà, simbolo di un Paese che, dopo tante “vittorie perdute”, ha sempre rialzato la testa.
 
The Rock è letale, determinato, pronto a scatenare l’incredibile. Salta da una gru a un grattacielo in fiamme, e sfida un plotone di criminali senza mai rovinarsi il trucco. Questa volta supera anche lo spirito sciocco di Jumanji – Benvenuti nella giungla e si spinge oltre ogni limite, facendo sembrare una passeggiata domenicale le corse forsennate di Fast And Furious.
 
Con Skyscraper, Hollywood torna a misurarsi con l’immagine dei grattacieli in fiamme, dei mostri di cemento feriti a morte. Ma lo spettro dell’11 settembre è sempre in agguato. E allora nell’entertainment nessuno può permettersi di far crollare un edificio, lo può solo martoriare, renderlo una prigione rovente e ultratecnologica, come nell’Inferno di cristallo di antica memoria. Nel film del 1974 il vero conflitto era tra il fascino di Paul Newman e quello di Steve McQueen: il progettista e il pompiere, l’angelo inquieto e il “bad boy, con il lieto fine assicurato.
 
Anche col supporto delle risorse più aggiornate, il film non riesce a ricreare l’atmosfera di quel lontano “catastrofico”. E nemmeno ad accostarsi a Bruce Willis, che in Die Hard – Trappola di cristallo, a piedi nudi e in canottiera, dava vita a una sorta di nuovo cinema post-moderno, capace di mescolare i generi, di misurarsi anche con il thriller e il melodramma. Qui a volare alta è solo l’aquila dell’esagerazione, che le spara grosse e sfida solo il ridicolo.