Piuma

TRAMA
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Quando arrivano le difficoltà il Samurai se ne rallegra. Forse è perchè è scemo, direbbe Cate. No, risponderebbe Ferro: è che quando l’acqua sale, la barca fa altrettanto. Per Ferro e Cate saranno i nove mesi più burrascosi delle loro vite, ma non hanno ancora compreso la tempesta che sta arrivando: alla bambina ci penseranno quando nasce. E poi comunque devono preparare la maturità insieme al Patema e agli altri amici, il viaggio in Spagna e Marocco... vogliono pensare all’estate più lunga della loro vita, alla casa dove stare insieme, ai loro diciotto anni. E a non essere pronti non sono solo Ferro e Cate ma anche i loro genitori: quelli, di Ferro, che prima li aiutano e poi vanno in crisi sfiorando il divorzio; quelli di Cate, più assenti e in difficoltà di lei. Tutti alle prese, loro malgrado, con un nipote in arrivo con quindici anni di anticipo. Insomma, di solito ci si mette trenta o quarant’anni per essere pronti a diventare genitori, Ferro e Cate hanno solo nove mesi. E purtroppo un figlio non ti aspetta. Ma se rimani leggero come una piuma e con il cuore dalla parte giusta, allora forse ce la puoi fare.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Piuma
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Lucky Red
DURATA
98 min.
USCITA CINEMA
20/10/2016
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2016
RECENSIONE
di Marco Triolo (Nexta)

Leggero come una piuma davvero, ma non necessariamente in senso negativo. Anzi. DopoFino a qui tutto bene, un film dagli intenti ammirevoli ma dalla realizzazione diseguale, Roan Johnson torna alla regia con la sua opera terza (quarta se consideriamo il segmento di 4-4-2) e dimostra di aver affilato scrittura e regia fino a creare stavolta una pellicola coesa e divertente.
 
Piuma è la storia di Ferro e Cate (Luigi Fedele e Blu Yoshimi), due teenager che stanno per dare l’esame di maturità ma la cui vita è complicata da un altro fattore ben più rilevante: aspettano una figlia. Con la famiglia di lui ben intenta a ricordargli ogni giorno quanto abbia fatto un’idiozia e quella di lei quasi totalmente assente, i due dovranno navigare – anzi nuotare – a vista in un momento di transizione e capire cosa ne sarà del loro futuro.
 
Johnson, insieme agli sceneggiatori Ottavia MadedduCarlotta Massimi e Davide Lantieri, ha costruito un canovaccio semplice che affronta con l’ironia e lo humour ogni situazione, affidandosi a un cast davvero ben scritturato. I due giovani protagonisti sono eccezionali nella loro calma stoica, puntellata qua e là di crisi sempre convincenti e divertentissime. Ma a farla da padrone è Sergio Pierattini nel ruolo del nevrotico padre di Ferro, sempre sull’orlo di una crisi di nervi: lui vorrebbe lasciarsi alle spalle Roma e comprare un casolare nella sua Toscana, ma gli eventi lo costringono a cambiare rotta controvoglia, e da questo, e dal contrasto generazionale, scaturiscono molte delle gag più esilaranti del film.

Johnson riesce a non giudicare nessuno, a non ragionare per tabù – vengono tirati in ballo tranquillamente l’aborto e il consumo di droghe leggere, di cui gli adulti sono consapevoli – anche se spesso cade nei cliché. Che pure ci stanno, stiamo pur sempre parlando di una commedia che ambisce a non essere più di questo: un film accattivante e capace di parlare anche di temi scottanti, ma senza strafare.