Paper soldiers

TRAMA

Un ladruncolo principiante mette in piedi una banda con degli scassinatori incapaci, e insieme dimostreranno come dei ragazzi possono divertirsi tanto da...oltrepassare il limite della legalità!

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Paper soldiers
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DURATA
85 min.
USCITA CINEMA
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2003
RECENSIONE
L'attenzione della stampa e del pubblico si sposta oggi sulla pellicola russa in competizione, "Paper Soldier", diretta da quell'Aleksei German che nel 2005 aveva presentato sempre in competizione l'affascinante ma discontinuo “Garpastum” (id., 2005).

La storia di questa sua nuova opera è facilmente riassumibile: siamo nel 1961, in pieno regime sovietico, ed un medico al seguito di uno staff di astronauti si trova ad affrontare una profonda crisi esistenziale, dovuta al proprio lavoro ma anche al conflitto che sta vivendo in seguito alla presenza di sua moglie ma anche della sua amante. Il regista continua la sua proposizione della visione malinconica, forse vagamente da cartolina, della storia recente della sua patria, continuando però a riproporla al pubblico secondo una scelta estetica molto precisa ed elegante, che vede nel piano-sequenza la matrice fondamentale per calare nello spettatore in un tipo di messa ins cena molto teatrale ma allo stesso tempo affascinante.

In più “Paper Soldier” possiede un tocco che a tratti si fa più leggero, e venato di un'ironia nel rappresentare i disagi e le contraddizioni del modo di vista sotto il regime: alla fne il prodotto che scaturisce dalla commistione di tutti questi elementi è un qualcosa di non precisamente definibile, ma che regala più di un momento di ottimo cinema, prezioso nella confezione ed originale anche nel modo in cui è esplicitato il contenuto. Anche l'idea di inserire i vari personaggi in scena in un paesaggio neutro, desolato, che diventa ben presto metafora evidente della loro solitudine silenziale, viene sfruttato con intelligenza ed una decisa profondità di sguardo.

I referenti principali a cui German sembra ispirarsi per realizzare la sua visione di cinema, ed in particolare questo bel “Paper Soldier”, sono il teatro di un maestro come Checov e, di rimando, forse anche i migliori film di un altro storico regista russo, Nikita Mikhalkov; il regista rielabora queste influenze costruendo un cinema personale ed assolutamente interessante, capace di convincere sia sotto il profilo squisitamente estetico che sotto quello sempre più complicato dei contenuti.

Una citazione infine per la brava protagonista Chulpan Khamatova, che proprio qui a Venenzia aveva visto lanciata la sua carriera nel 1999 con il divertente “Luna Papa” (id., 1999); vista la sua ottima prova di maturità, non sarebbe una sorpresa vederla tra le favorite per la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile.