Ocean's Thirteen

TRAMA
Ocean

Prima erano undici, poi sono diventati dodici e adesso che sono tredici, sono ancora più decisi a tentare l'impossibile: sbancare nuovamente i casinò di Las Vegas. In questo terzo episodio Danny Ocean deve vedersela con un antagonista d'eccezione, Al Pacino, e una nuova dark lady Ellen Barkin.

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TITOLO ORIGINALE
Ocean's Thirteen
GENERE
NAZIONE
United States
REGIA
CAST
SITO UFFICIALE
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
120 min.
USCITA CINEMA
2007
2007
ANNO DI DISTRIBUZIONE
RECENSIONE
E' perfettamente inutile fare gli schizzinosi e fingere di non essere contenti che l'allegra banda sia tornata in azione: questa volta si tratta di vendicare il povero Reuben, che dopo essere stato gabbato dal perfido Willie Bank ha avuto un attacco di cuore. Se il maligno è proprietario di un lussuoso casinò, allora la vendetta è servita...
Dopo la divertita – e tutto sommato divertente, se si entrava nel gioco metacinematografico – escursione in giro per l'Europa del secondo episodio, Steven Soderbergh mette in atto un'operazione decisamente intelligente: torna a Las Vegas ed ambienta l'intero terzo capitolo dove aveva avuto luogo il primo, che a tutt'ora risulta comunque il migliore della serie.
Uscite di scena le due “first ladies” Julia Roberts e Catherine Zeta-Jones, “Ocean's Thirteen” (id., 2007) acquista due interpreti d'eccezione come una divertentissima Ellen Barkin e sopratutto un Al Pacino tagliente e controllato come non gli accadeva da tempo. La sceneggiatura non bada troppo a fronzoli da commedia umoristica – a parte una scena divertentissima con Pitt e Clooney che si commuovono davanti alla TV – ed organizza un “heist movie” che invece di costruire colpi di scena a sorpresa relegandoli al finale preferisce montare pezzo per pezzo l'unico colpo, fin dalle prime scene. Il montaggio di Stephen Mirrione asseconda con professionalità la suadenza della storia, e Soderbergh ci mette la sua solita eleganza nell'illuminazione delle inquadrature e nella fluidità dei movimenti di macchina da presa. Il resto ce lo mette l'intramontabile fascino degli attori protagonisti: Brad Pitt e George Clooney continuano a lavorare sulla loro immagine di sex-symbolo, adoperando la solita autoironia che non guasta mai. Tutti gli altri si divertono a comparire, e nel caso di Matt Damon a ritagliarsi qualche siparietto piuttosto gustoso.
Certo, non è che questo “Ocean's Thirteen” brilli per originalità: i pregi maggiori della pellicola risiedono nella solidità del racconto e nello charme che la messa in scena riesce sempre e comunque a regalare. Anche se il sapore è quello sempre amarognolo del già visto, la confezione sgargiante e la furbizia di fondo garantiscono però divertimento e presa sul pubblico.
La scena più affascinante del film? Quella maggiormente cinefila, quando per pochi secondi si incrociano sul tavolo da gioco Al Pacino ed Andy Garcia; per un vecchio amante del cinema come chi sta scrivendo rivederli insieme dopo averli amati nel doloroso e sottovalutato “Il Padrino – Parte III” (The Godfather – Part III, 1990) è fonte di grande emozione.
Anche se non particolarmente innovativo, “Ocean's Thirteen” divertirà assolutamente gli spettatori e garantisce una degna conclusione per le avventure della banda di ladri più simpatica a carismatica che la recente storia del cinema americano ha incontrato.
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