La settima musa

TRAMA
7musaposterlow.jpg

Dopo la scoperta della repentina e tragica morte della sua fidanzata, il professor Samuel Solomon continua ad avere lo stesso incubo ricorrente nel quale vede assassinare una donna. La stessa donna che gli appare tutte le notti però viene trovata morta in circostanze identiche a quelle del suo sogno. Investigando, Samuel conosce Rachel, una giovane che gli assicura aver fatto lo stesso sogno. Insieme faranno tutto il possibile per scoprire l'identità della misteriosa vittima, finendo per immergersi in un mondo oscuro per riuscire a trovare la verità.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Musa
GENERE
NAZIONE
Spagna
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Adler Entertainment
DURATA
107 min.
USCITA CINEMA
22/08/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

Più del vero e proprio onirico inizio del film, piuttosto convenzionale, è nell'incipit che Jaume Balagueró sferra il vero primo colpo basso, accogliendoci con i versi del sommo Dante e del suo meraviglioso Terzo Canto dell'Inferno. Una scelta importante - seguita poi da altre analoghe - che introduce in maniera coerente La settima musa, thriller-horror soprannaturale sul potere della parola e sulla capacità della poesia di trasmettere pena o beatitudine reali alle persone. Una premessa che appare però troppo impegnativa, soprattutto da rispettare, sul lungo termine.

Ed è probabilmente lì che questo adattamento cinematografico del bestseller 'La dama numero tredici' di José Carlos Somoza mostra il fianco… Nel suo inevitabile mantenersi in superficie, sfruttando cotanti riferimenti solo come innesco per una trama che richiama molto il primo cinema del regista, pregi e difetti inclusi.

Sarà anche questione di gusti, ma dall'exploit di [REC] nel 2007 Balagueró sembrava esser rimasto avviluppato dalle spire del franchise, offrendo le prove più interessanti (seppur a sprazzi o per alcuni spunti) nei minori e/o televisivi Mientras duermes e Para entrar a vivir. Due prove poco citate che in realtà ribadivano la predilezione del regista catalano a muoversi in interni e a giocare con gli angoli nascosti delle nostre case e delle nostre vite.

Un ambito che anche in questo caso risulta essere il punto di forza del film, che sopperisce facilmente con fotografia, cromatismi, atmosfera, sonoro ad altre carenze. Le interazioni tra i personaggi, e la trama che vediamo svilupparsi, non riservano infatti grandi novità, anzi potremmo dire che non si distaccano affatto dai canoni e dai precedenti del genere, e della stessa scuola spagnola moderna…

Eppure, sono molti i momenti in cui ci si trova a considerare con soddisfazione alcuni snodi di una narrazione oscura e a suo modo solida. Twist apprezzabili più per la loro ideazione che per la effettiva realizzazione, forse, ma sicuramente funzionali al risultato, ché è ciò che conta. A meno di non sentire la mancanza del mistero annunciato da certe suggestioni o di una miglior gestione di interpreti come Christopher Lloyd, davvero sprecato.