La ragazza del treno

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TRAMA
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Tratto dal best-seller di Paula Hawkins. Rachel prende lo stesso treno tutte le mattine. Fa sempre lo stesso percorso che le permette di osservare una coppia far colazione sulla loro terrazza: oramai è un po' come se li conoscesse. Li chiama Jess e Jason e ai suoi occhi la loro vita È perfetta, non come la sua. Un giorno, però, vede qualcosa di sconvolgente che cambierà tutto per sempre.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Girl on the Train
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
112 min.
USCITA CINEMA
06/11/2016
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2016
RECENSIONE
di Alessia Laudati (Nexta)

l 2014 è stato l’anno di L'amore bugiardo - Gone Girl. Cioè il film di David Fincher tratto dall'omonimo thriller di successo di Gillian Flynn, che raccontava la misteriosa scomparsa di una donna e, più in profondità, l'orrore e la violenza capaci di crearsi all'interno dei rapporti di coppia e famigliari. E La ragazza del treno ha in comune con il romanzo della Flynn e con il suo adattamento cinematografico, alcune caratteristiche degne di nota.

É innanzitutto un thriller, ed è, come Gone Girl, un thriller raccontato da una prospettiva femminile, quella di Rachel (Emily Blunt), donna alcolizzata, senza lavoro e frequentatrice di treni che, vista la forza della sua dipendenza, sembra per buona parte dell’azione non poi così affidabile agli occhi del pubblico in sala. Rachel prende treni tutti i giorni. E dal finestrino osserva con persistente voyeurismo le vite degli altri, quelle alle quali passa accanto durante il tragitto sulle rotaie, illudendosi della loro perfezione e invidiandole profondamente perché, così come sembrano da lontano, appaiono prive di crepe. Queste esistenze spiate e immaginate, sono soprattutto femminili.

A tenerle insieme è un personaggio oscuro che continua a violentarle e a manipolarle secondo la propria cattiveria. Quindi, come per Gone Girl, anche in questo film c’è il mistero che nasce dal trovarsi di fronte ad una serie di rapporti famigliari, a due, a tre, che risultano in qualche modo impenetrabili, e per questo inquietanti, agli occhi di un osservatore esterno. Con La ragazza del treno di Tate Taylor ritroviamo quindi l’atmosfera torbido-patinata di questo tipo di adattamenti letterari. Prodotti, che per coinvolgere il grande pubblico, decidono solitamente di affidarsi ad una messinscena standard che si appoggia sulla bella faccia di una delle attrici di turno per assicurarsi la propria fetta di spettatori più mainstream. Non è poi di certo un male che si cerchi con insistenza il gol al box office.

E su questo La ragazza del treno sa come auto-confezionarsi come prodotto nella media che ha come punti di forza l’aver messo insieme un cast pieno di buoni attori, Emily BluntJustin Theroux, Hailey Bennett e Rebecca Ferguson, e averli guidati attraverso una regia canonica, che fa emergere un’unica grande star: Emily Blunt. É l’attrice che con la sua performance drammatica a tratti respingente, crea quel quid narrativo capace di fare la differenza in un prodotto altrimenti troppo standard. A volte però il viaggio allucinatorio della Blunt è talmente sconnesso da allontanarci emotivamente dalla storia. Si tratta in ogni modo di pochi minuti. Perché per il resto La ragazza del treno è un thriller perfettamente godibile.