Il riccio

TRAMA
Il Riccio - Locandina

Ci troviamo a Parigi, in un elegante stabile abitato da famiglie dell'alta borghesia. Renée Michel ne è la portinaia: vedova, burbera e sciatta. All'apparenza è il classico stereotipo di portinaia, ma lei tiene celato al mondo il suo grande interesse per la musica, la filosofia, l'arte, che coltiva da autodidatta con passione e intelligenza. Qualche piano più in su, Paloma Josse è una bambina di undici anni arguta e sagace decisa a suicidarsi il giorno del suo tredicesimo compleanno. Il suo vero animo si nasconde dietro l'immagine della tipica adolescente superficiale. Tutto cambia quando un elegante e raffinato giapponese verrà ad abitare in un appartamento della palazzina: Kakuro Ozu. Sarà grazie a lui che Madame Michel e Paloma si incontreranno e si riconosceranno come anime simili nella loro sensibilità e approccio al mondo. Un rapporto che porterà le due ad aprirsi al mondo e a decidere di non nascondere più la loro profonda personalità.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
L'Élégance du hérisson
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Eagle Pictures
DURATA
100 min.
USCITA CINEMA
05/01/2010
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2009
RECENSIONE
Prendere un libro composto dai diari delle due protagoniste e farne un film. Non era semplice la sfida per la giovane regista e sceneggiatrice Mona Achache (solo ventotto anni!) che ha riadattato e diretto la versione per il grande schermo del bestseller "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery. Il risultato è una vittoria su tutti i fronti. La Achache si allontana dal soggetto, abbastanza da irritare la scrittrice (che ha voluto un titolo diverso dal libro e ha recentemente criticato anche la locandina del film troppo simile alla copertina del romanzo), ma ne mantiene l'anima e il significato sostanziale. Lì dove c'era la pagina scritta per descrivere le proprie emozioni, ora c'è una videocamera davanti cui ci si racconta.

Il riccio - La regista Mona Achache sul set

La piccola, aspirante suicida, Paloma diventa personaggio principale di un viaggio alla scoperta dell'altra protagonista: la portiera del palazzo Renée, donna volutamente brutta e scontrosa affinché nessuno possa disturbarla nella propria ricerca del piacere attraverso i libri e la cultura. E' lei il riccio del titolo, una creatura all'esterno spigolosa, ma all'interno dolce e bella come poche altre al mondo. "Quando sono angosciata, mi ritiro nel mio rifugio. Non c'è nessun bisogno di viaggiare; mi basta raggiungere le sfere della mia memoria letteraria e il gioco è fatto", scriveva nel libro. A mettere in contatto Renée e Paloma è un uomo, l'intellettuale e gentilissimo giapponese Kakuro, nuovo inquilino del palazzo dove abitano entrambe. E' attraverso lui che la prima si riavvicinerà al vero senso della vita e la seconda avrà modo di vedere quanto al mondo possano esistere adulti ben diversi da quelli della propria, nevrotica, famiglia.

Una sequenza de Il riccio

La Achache è bravissima a raccontare il lento sbocciare delle persone, a sottolineare i cambiamenti dei personaggi senza mai forzare la mano Tutto è leggero e allo stesso tempo progressivo, non c'è niente di smaccato e/o stereotipato, anche grazie anche la magnifica interpretazione di Josiane Balasko. Il tono è sempre gradevole, il dramma è percepito come un peso lontano su cui si sta lentamente ricamando sopra una nuova felicità. Attraverso dei piccoli inserti animati, si viaggia con la mano della fantasia della piccola Paloma e si entra nel suo mondo fatto sia di pensieri alti che di un'ingenuità che ha solo voglia di affetto genuino. Ne esce un film bello, più sincero forse di quanto fosse il libro (che si auto compiaceva di tante citazioni e pensieri "alti"), sicuramente maggiormente raccolto nella sua riflessione sul senso della vita.

"Il riccio" è distribuito nelle sale dalla Eagle Pictures.

Per saperne di più
Il trailer del film