Il premio

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TRAMA
Il premio

Giovanni Passamonte (Gigi Proietti) ha avuto una vita esagerata: molte mogli e molti figli, ha scritto numerosi best seller di successo internazionale, e, nel frattempo, è diventato un uomo cinico ed egocentrico. Quando gli comunicano che ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura, per paura di volare, decide di partire in auto verso Stoccolma per andare a ritirare il premio insieme a Rinaldo (Rocco Papaleo), suo assistente da sempre. Al lungo viaggio in auto partecipano anche i due figli di Giovanni Passamonte, Oreste (Alessandro Gassmann), personal trainer, e Lucrezia (Anna Foglietta), blogger di successo. La strada da Roma a Stoccolma si trasformerà in un percorso denso di imprevisti in cui il gruppo incontrerà curiosi personaggi, ma si rivelerà per tutti un’occasione unica per affrontare dinamiche familiari insospettabili e conoscersi veramente.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Il premio
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Vision Distribution
DURATA
100 min.
USCITA CINEMA
06/12/2017
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2017
RECENSIONE
di Alessia Laudati
 
Il rapporto con la ‘grandezza’, intesa come genialità e come eredità di sangue con la quale necessariamente devono confrontarsi sia i figli qualunque, sia i figli d’arte, sono i temi principali al centro del nuovo film di Alessandro Gassmann.
 
La pellicola racconta del viaggio di una famiglia strampalata al seguito del geniale padre, il premio Nobel fittizio Giovanni Passamonti (Gigi Proietti), tra l’Italia e la Svezia, e ha alcuni presupposti nobili e azzeccati da grande racconto intimo e personale.
 
Tra questi soprattutto il richiamo all’autobiografia di Alessandro Gassmann e al rapporto con il padre Vittorio. Uno spunto che aspettiamo tutto il tempo di vedere realizzato e approfondito e che puntualmente viene deluso. Sì perché la commedia è un racconto banalotto e senza alcuna lode che da una storia corale e on the road prende spunto per raccontare senza alcuna fantasia situazioni irriverenti che dovrebbero nascere sia dal confronto tra la semplicità di Oreste (Gassmann) e la caratura morale di Giovanni (Proietti), sia da un continuo confronto tra il clima italiano e quello nordeuropeo. Quest’ultimo infinitamente più civilizzato, verde e ordinato rispetto al caliente e spesso inopportuno spirito latino. Alla fine però entrambi i presupposti comici si risolvono in una serie di gag già viste.
 
Al centro vengono messe le pruderie degli uomini sulla scena, le corna esibite, gli incesti e l’intera scena ricorda il tono sempliciotto di un cinepanettone fuori stagione. Dispiace vedere un simile spreco di energie di bravi attori, Anna Foglietta è forse il personaggio più originale del film, Gigi Proietti rende raffinato un personaggio scritto con pochi essenziali tratti rustici e anche Gassmann autoironico sulla propria estrazione di uomo comune a confronto con il genio, fa comunque una buona prova. Ma la noia è dietro l’angolo. Unico spunto originale del film è l’aver erotizzato la figura di Matilda De Angelis. L’abbiamo vista nascere sullo schermo bambina e la ritroviamo qui seducente e donna. Una novità.