I guardiani del giorno

TRAMA
I guardiani del giorno - Locandina

Nel mondo vige da mille anni una fragile tregua: è una pausa nell'eterna lotta fra le forze del bene e quelle del male. L'armistizio si regge sull'equilibrio delle forze: solo un'arma o un individuo capace di romperlo può far ricominciare la guerra. A controllare che nessuno rompa la tregua ci sono i guardiani del giorno e quelli della notte. La nascita di Egor sembra far pendere l'ago della bilancia dalla parte dell'oscurità.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Dnevnoy dozor
GENERE
NAZIONE
Russia
REGIA
CAST
SITO UFFICIALE
DISTRIBUZIONE
20th Century Fox
DURATA
140 min.
USCITA CINEMA
09/11/2007
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2006
RECENSIONE
L'eterna battaglia tra i difensori della luce e quelli dell'oscurità continua incessante, e questa volta si muove intorno alle vicende del magico Gesso del Tempo, capace di dare al suo possessore il potere di riscrivere il suo destino. Ma se le forze del male vogliono impossessarsene per vincere definitivamente il conflitto e gettare il mondo in preda al buio, i difensori contano ancora sulle poche forze rimaste,e sulla speranza di una donna le cui capacità rappresentano il futuro baluardo contro il male che avanza. Al difensore Anton (Konstantin Khabensky) il compito di proteggere la ragazza ed insieme provare a salvare suo figlio Yegor (Dmitry Martynov), passato alle forze dell'oscurità ed in grado con i suoi poteri di spostare l'equilibrio delle forze in campo…

Ormai è un sistema consolidato: una certa branca di cinema horror, soprattutto quello che punta ad un pubblico più commerciale, ha definitivamente spostato i suoi stilemi estetici e narrativi verso l'action-movie. Questo avviene, chissà perché, in particolar modo con le storie di vampiri: pensiamo ad esempio a prodotti di discreta fattura come la trilogia di “Blade” (id., 1998) oppure a blockbuster di modeste qualità come “Van Helsing” (id., 2004). Evidentemente questa tendenza ha in qualche modo influenzato i nuovi mercati mondiali, visto che dalla Russia arriva il successo senza precedenti di questo “I guardiani del giorno”, secondo capitolo della trilogia che Timur Bekmambetov ha realizzato dopo il sorprendente successo de “I guardiani della notte” (Nochnoy Dozor, 2004).

E' comprensibile che tale formula riesca ad attirare un pubblico giovanile più attento alle dinamiche spettacolari che essa riserva, ma sinceramente questa metamorfosi dell'horror a noi non convince: quando poi tale meccanismo viene adoperato con sfrontata libertà creativa, che spesso porta a sfiorare la parodie del genere stesso, si ha l'impressione che si vada a perdere il senso stesso dell'operazione. Il regista russo ha costruito un film magari anche divertente da vedere, pieno di trovate visive e narrative tutto sommato simpatiche, ma che a ben veder lasciano di certo il tempo che trovano, e non apportano nulla di significativo o originale a quanto visto in precedenza,e con risultati molto migliori.

I guardiani del giorno” si presenta come un calderone pieno di spunti interessanti ma che non possiede una coerenza interna che ne delinei con precisione una guida, sia narrativa che più propriamente filmica. Visivamente il lungometraggio propone soluzioni anche simpatiche, che in qualche modo lavorano e giocano proprio con la “povertà” degli effetti speciali e delle scenografie con cui Bekmambetov ha scelto di realizzare il film. Il risultato è un qualcosa che si muove soltanto in superficie, e non colpisce a livello puramente emotivo lo spettatore.

Uno spettacolo tutto sommato ordinario, che dovrebbe avere nell'intelligenza della confezione il suo punto di forza, ma che alla fine non propone nessuna alternativa valida alla pochezza dei mezzi con cui è stato realizzato. Rimane qualche bella immagine, ma tutto finisce li.



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