Guardiani della Galassia Vol. 2

TRAMA
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Ispirato ai personaggi del fumetto Marvel, la cui prima pubblicazione risale al 1969, il film racconta le nuove avventure dei Guardiani attraverso lo spazio infinito. Mentre sono alle prese con il mistero che avvolge le vere origini di Peter Quill, i Guardiani dovranno combattere per mantenere unita la propria squadra. Il gruppo di eroi dovrà allearsi con vecchi nemici e potrà contare sull’aiuto di alcuni dei personaggi più amati del mondo dei fumetti, espandendo ulteriormente l’Universo Cinematografico Marvel.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Guardians of the Galaxy Vol. 2
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Walt Disney Pictures
DURATA
137 min.
USCITA CINEMA
25/04/2017
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2017
RECENSIONE
di Mattia Pasquni (Nexta)

Dai siparietti con gli Osservatori al dovuto aggancio con quanto vedremo nel prossimo Infinity War, tra gli abituali camei di Stan Lee (e - nel doppiaggio originale - di Miley Cyrus) e la passerella dei personaggi che avevano reso unico il primo film, nel nuovo I guardiani della galassia 2 di James Gunn c'è tutto quello che doveva esserci; tranne forse la sorpresa. E la capacità di bissare l'exploit del precedente, almeno quanto a freschezza e forza creativa.

La sequenza iniziale, 'larger than screen', è emblematica in questo senso, con i nostri eroi a rischiare la vita e a mostrare le proprie doti (e limiti) mentre il film ci distrae con una carrellata ammiccante. Ed è subito Guardians of the Galaxy! Con il carico di nostalgia e humor irriverente che avevano fatto la fortuna dell'altro film e che qui tornano - inevitabilmente - resi modello.

Non c'è (ancora) maniera o disonestà nella creatura di Gunn, che ha già confermato di essere al lavoro sul terzo capitolo e che può vantare una 'gavetta' al di sopra di ogni sospetto (dagli inizi alla Troma e con il geniale Super del 2010, fino alle scene 'extra' da 'non accreditato' in fondo ai vari Thor: The Dark World, Doctor Strange e Spider-Man: Homecoming). E che soprattutto mostra di saper conciliare - seppur con qualche 'vuoto d'aria' - le necessità imposte dagli Studios, una regia in grado di rinunciare a obblighi formali in nome dell'Impressione e di lasciare la prima fila a personaggi minori o meno sfruttati, qui tra gli elementi migliori.

Nebula di Karen Gillan e la Mantis di Pom Klementieff sono due perle, affiancate dalla Sacerdotessa dorata del popolo dei Sovereignil ravager Sylvester Stallone una chicca oscurata solo dalla fantastica performance di Kurt Russell, Ego paterno intorno al quale ruota tutta la vicenda (e che regala momenti vintage e 'teologici' unici). Non siamo al livello sperato - e visto - né sono diminuiti i difetti riscontrati in passato (anzi!), ma tra viaggi dimensionali alla Scrat, divinità solitarie alla Watchmen e inseminazioni cosmiche il pot pourri conclusivo è comunque sopra la media e meritevole di un viaggio - anche in 3D - per la sala più vicina