Gli infedeli

TRAMA

L'infedeltà maschile e le sue variazioni analizzate dal punto di vista di sette registi.

VALUTAZIONE FILM.IT
VALUTAZIONE DEI NOSTRI LETTORI
TITOLO ORIGINALE
Les infideles
GENERE
NAZIONE
France
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Bim
USCITA CINEMA
2012
2012
ANNO DI DISTRIBUZIONE
RECENSIONE

Un film a episodi, a tema, diretto da diversi registi, e costruito su una celebre coppia d'attori. Sulla carta, un progetto che ricorda alcune perle del cinema degli anni Sessanta (da “Boccaccio '70” a “RoGoPaG”, passando per “Paris vu par…”). Un collegamento richiamato poi dalla decappottabile rossa d'epoca che apre la pellicola o dalla musica e grafica dei titoli di testa. Ma i riferimenti finiscono qui. “Gli infedeli” (sette variazioni sul tema, tutte interpretate da Jean Dujardin e Gilles Lellouche, che si riservano inoltre la regia dell'ultimo capitolo) è infatti opera assolutamente contemporanea. Lo è nel suo alternare la cinica ironia dei due protagonisti con uno sguardo a volte molto lucido su una triste e amara quotidianità di tante tipiche coppie borghesi di oggi, fatta di insoddisfazioni, frustrazioni e tanta menzogna. Ma anche nel non voler prendere in fondo una posizione sulla realtà che si vuol descrivere e raccontare.

Emblematico in tal senso è proprio l'ultimo episodio, in cui i due uomini già protagonisti del prologo, impenitenti dongiovanni con mogli e figli a casa ad aspettarli dopo le frequenti notti a base di sesso adulterino, decidono di “farsi Las Vegas” per scoprirsi poi [ATTENZIONE SPOILER], dopo una serata senza freni, omosessuali e innamorati l'uno dell'altro. E diventare quindi una celebrità locale, grazie a spettacoli all'insegna di un gusto assolutamente queer. [FINE SPOILER]

In questo capitolo conclusivo c'è un po' tutto lo spirito del film, i suoi limiti e i suoi pregi. Il difetto maggiore dell'intera operazione è la continua alternanza tra farsesco e realistico. Alcuni brevi episodi sono puri e semplici sketch comici basati su un'unica idea, altri invece sono cortometraggi in cui si cerca di analizzare con uno sguardo lucido e non superficiale un tema come quello dell'infedeltà, delineandone con una certa precisione psicologica i protagonisti. Dalla triste parabola di un maturo dentista che si invaghisce di una sua giovanissima paziente, alla coppia che in una notte rivelatoria si confida i rispettivi tradimenti. Passando per il tragicomico ritratto di un professionista, fuori città per un convegno, alla ricerca spasmodica di un fugace flirt (quest'ultimo è diretto da Michel Hazanavicius, grazie a cui Dujardin ha vinto l'Oscar per “The Artist).

di Guglielmo Maggioni

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