Carol

TRAMA
Carol

Therese Belivet è una ventenne che lavora come impiegata in un grande magazzino a Manhattan sognando una vita più gratificante. Un giorno incontra Carol, una donna attraente intrappolata in un matrimonio di convenienza e senza amore. Tra loro scatta immediatamente un'intesa, e l'innocenza del loro primo incontro piano piano svanisce al progressivo approfondirsi del loro legame. Ambientato nella New York degli anni '50, Carol racconta la storia di due donne appartenenti ad ambienti molto diversi, travolte da una reciproca passione. Sfidando i tabù imposti dalla morale dell'epoca, che condannano la loro innegabile attrazione, vivranno la loro storia d'amore, a dimostrazione della forza e della capacità di resistenza dei sentimenti.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Carol
GENERE
NAZIONE
United Kingdom
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Lucky Red
DURATA
118 min.
USCITA CINEMA
05/01/2016
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2015
RECENSIONE
di Pierpaolo Festa
 
È curioso l'effetto provocato dalla visione del nuovo lavoro di Todd Haynes. Normalmente lo scopo di un film è quello di coinvolgere lo spettatore e invogliarlo a proseguire nella visione. Questo succede solo in parte in Carol, mentre per certi versi quello che accade è il seguente processo (anti)cinematografico: la voglia di continuare a vederlo viene contrastata da quella di metterlo in pausa ogni cinque minuti, esattamente su alcuni determinati fotogrammi. Quadri bellissimi degni di essere stampati e ammirati e magari finire per essere appesi sulle pareti di casa nostra. Tutte quelle immagini, costruite in maniera eccellente da Haynes e dal suo direttore della fotografia Ed Lachman, sono la forza principale del film.
 
La New York degli anni Cinquanta prende vita sullo schermo e sono gli sguardi delle attrici il catalizzatore definitivo per immergere totalmente lo spettatore nelle emozioni di quell'epoca. Meno geniale di Lontano dal paradiso ma altrettanto potente a livello emotivo e visivo, Carol è il film più lineare di Haynes che lo ha adattato dall'omonimo romanzo di Patricia Highsmith. La storia di un amore vero al punto da tenere testa a tutte le circostanze drammatiche e sociali che provano ad ostacolarlo, considerata l'epoca in cui il film è ambientato.
 
Il regista si affida ai volti di Cate Blanchett e Rooney Mara: alla prima - ancora una volta in un ruolo da Oscar contender - basta accennare un sorriso per inchiodare l'animo di un essere umano di qualsiasi sesso, all'altra la macchina da presa restituisce grazia e innocenza, qualità che erano state messe a rischio nella sua notevole interpretazione di Lisbeth Salander. Haynes racconta il loro grande amore puntando sui silenzi senza mai annacquare il tutto con battute a effetto. Le vediamo bruciare di passione fino al momento in cui finalmente possono consumare il loro rapporto in una sequenza messa in scena con grande sensualità. È proprio nel momento in cui il desiderio viene placato che il loro amore diventa ancora più forte di prima. E Haynes si assicura di piazzare sorprese fino all'ultima inquadratura.
 
Lasciata la sala si torna a casa più romantici in profondità, scombussolati dalla forza delle emozioni raccontate che continuano a restare in circolazione anche a ore di distanza dalla visione. Nota finale per l'Academy: date un Oscar al direttore della fotografia. Immediatamente.