Blood

TRAMA
Blood

Una giovane ragazza viene brutalmente assassinata e le accuse ricadono su Jason Buliegh, giÀ condannato per molestie. Quando Jason viene rilasciato temporaneamente per mancanza di prove, i due fratelli poliziotti che avevano seguito le indagini decidono di farsi giustizia da soli e lo uccidono facendone perdere le tracce. Saranno costretti a mentire ai loro stessi colleghi, quando il vero responsabile dell’omicidio della ragazza verrÀ catturato e si apre la caccia ai giustizieri di un uomo innocente. Mentre il cerchio si stringe attorno ai due fratelli, rimane una sola e unica scelta.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Blood
GENERE
NAZIONE
United Kingdom
REGIA
CAST
DURATA
92 min.
USCITA CINEMA
27/06/2013
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2013
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

Un omicidio, una telefonata, un mistero che aleggia e risposte che restano nell’aria, nel vento che domina la cittadina costiera del Lancashire in cui operano i fratelli Fairburn, poliziotti dalla tradizione familiare.

Non è solo il mistero, però, ad aleggiare, a restare sospeso… La cornice in cui si muovono i protagonisti è volutamente ristretta, per ambienti e personaggi, ma questo non comporta un maggior interesse per lo scavo o la caratterizzazione degli stessi.
Disturbati, inquieti, tormentati, spesso al limite della legalità, sempre pronti a superare quello del buon senso o delle regole civili: questi sono i Fairburn interpretati da Paul Bettany (A Beautiful Mind, Master and Commander, Dogville) e Stephen Graham (La talpa). Ma nel cast ci sono anche Mark Strong e Brian Cox.

Un poker di tutto rispetto agli ordini di Nick Murphy, regista che non ci aveva convinto nemmeno nel suo precedente 1921 - Il mistero di Rookford (2011) e che – purtroppo – sembra confermare qualche difficoltà con ritmo e connessione nel succedersi delle scene costruite.

Eppure, ormai, l’esperienza fatta in televisione (in serie documentari per la tv) dovrebbe comportare un elemento di merito e un ottimo viatico per un salto televisivo. Stesso dicasi per Bill Gallagher, sceneggiatore (anche della serie Conviction, della quale questa è una versione cinematografica), il quale ci sentiremmo di affiancare al regista sul ‘banco degli imputati’.

Il risultato non mostra difetti macroscopici o errori fastidiosi, nemmeno sul piano tecnico, ma di contro non riesce ad andare oltre l’atmosfera che vuole creare: vaga e opprimente. E di certo non si rende né indimenticabile, né piacevole da ricordare...