Bleed - Più forte del destino

TRAMA
Bleed - Più forte del destino

Vinny Pazienza è un pugile italoamericano famoso sia per le sue straordinarie vittorie sul ring che per la sua vita privata fatta di eccessi e stravaganze. Nel pieno della sua carriera rimane vittima di un terribile incidente automobilistico che rischierà di compromettere, in maniera irreversibile, l'uso delle gambe. Saranno la determinazione ed il coraggio del suo allenatore, Kevin Rooney, ad aiutarlo a rimettersi in piedi e a riprendere a combattere. Martin Scorsese torna, nelle vesti di produttore, sul ring di Toro Scatenato per un'altra grande storia vera in cui la "voglia di farcela" è protagonista assoluta.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Bleed for This
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Notorious Pictures
DURATA
117 min.
USCITA CINEMA
08/03/2017
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2016
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

Tra Boston e Providence ci sono solo 80 Km, come pochi anni dividono il Rocky cinematografico dal Vinny 'The Tazmanian Devil' Pazienza interpretato da Miles Teller in Bleed – Più forte del destino di Ben Younger (1 Km da Wall Street, Prime). Presentato nella sezione Festa Mobile del Festival di Torino 2016, il film prodotto da Martin Scorsese racconta la storia vera di un personaggio che il cinema non poteva non amare, considerata la sua parabola sportiva. Ma soprattutto ci offre una interpretazione convincente dell'attore - che aspettavamo dal Whiplash del 2014 (di quel Damien Chazelle definitivamente consacrato dai 6 Oscar del suo La La Land) - capace di attraversare diverse fasi e mostrarci l'evoluzione di un personaggio più ricco di quanto possa sembrare.

Superato il primo impatto e il pregiudizio di dover assistere a una vicenda sportiva e umana prevedibile, oltre alla sensazione di una estetica 'low profile' data dalla ricostruzione dell'ambientazione familiare e popolare dalla quale parte l'epica raccontata, ci si trova infatti sempre più coinvolti. Trascinati nel mondo - in primis interiore - di un ragazzo del quale scopriamo le molte ombre e le incredibili virtù. E la grande tenacia, base fondante della clamorosa risalita dagli inferi, fino 'a riveder le stelle'.

L'attenzione ai dettagli - nelle luci, le ambientazioni, il sonoro - creano un'atmosfera, ma soprattutto costruiscono un habitat che rende possibile una immedesimazione che supera gli ostacoli della retorica e la percezione fisica dei limiti entro i quali il protagonista si dibatte. Costretto ai margini dalla paura e dalla sfiducia altrui e a nascondersi in un seminterrato durante i suoi sei mesi da 'Iron Man', Teller/Paz cresce con il film, la superficialità diventa realizzazione, la vendetta si fa riscatto, senza risparmiarci il dolore (mostrato senza indulgenza, ma con una sorta di naïveté) che ci accompagnano - insieme a un grande Aaron Eckhart (sua e nostra guida nei panni dell'ex pugile Kevin Rooney) - fino alla 'edificante' e a suo modo pedagogica conclusione. Che conferma i punti deboli di un film a rischio demagogia, ma le cui coerenza e 'semplice' enfasi non impediscono di restare col fiato sospeso nonostante sia noto l'esito della storia e la cronaca a tratti soffochi il cinematografico.