Battleship

TRAMA
Battleship - Locandina

Una razza di alieni, i Regents, giunge sulla Terra per sfruttare una fonte energetica nascosta sotto l'oceano. Dovranno affrontare una flotta di navi terrestri, in una battaglia epica raccontata da entrambi i punti di vista.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Battleship
GENERE
NAZIONE
United States
REGIA
CAST
SITO UFFICIALE
DISTRIBUZIONE
Universal Pictures Italia
DURATA
131 min.
USCITA CINEMA
2012
2012
ANNO DI DISTRIBUZIONE
RECENSIONE

L'essenza di “Battleship” si può riassumere prendendo come esempio gli alieni che minacciano la Terra nel film: nessuno li voleva, ma loro sono arrivati lo stesso, hanno fatto un po' di casino fracassando qua e là e poi se ne sono andati.

Battleship”, più che un film, è un commercial di due ore sui giochi da tavolo Hasbro, nato dal patto tra la famosa casa di produzione di giochi e la Universal. Un accordo che ha già dato alla luce la saga dei “Transformers” di Michael Bay, di cui “Battleship” è una sorta di epigono ambientato nel Pacifico anziché in una grande città. Certo, date le premesse, il film sarebbe potuto venire molto peggio. Ma è anche vero che si tratta di un prodotto estremamente derivativo, in cui ogni dettaglio – la tecnologia di “Transformers”, gli alieni che sembrano i soldati di “Halo” – è copiato da qualche predecessore.

Berg decide di imitare spudoratamente Bay: dal gusto per l'immagine patinata, bagnata dalla luce dorata di un perenne tramonto, ai ralenti a pioggia, alla scelta di una schiera di interpreti tutti bellissimi e fotografati come se fossero degli dei greci (e non a caso, Brooklyn Decker, una dei protagonisti, è una super-modella). In mezzo a tutto questo, c'è posto anche per fastidiosi spottoni patriottici della Marina (che sembrano usciti da “Alex l'ariete”) e personaggi disillusi ma pronti a dimostrare il loro eroismo in battaglia. Possibilmente al ralenti.

Il film alterna alcuni momenti divertenti ad altri francamente inutili (come una lunga partita a calcio tra marina americana e giapponese), e soffre per un lunghissimo primo atto in cui non succede nulla e il ritmo latita. Taylor Kitsch regge bene e conferma, dopo “John Carter”, di essere un protagonista carismatico e auto-ironico, mentre Liam Neeson intasca i soldi e si dà alla macchia. Rihanna fa quel che può, ma non ha abbastanza spazio per lasciare il segno. La trama, ovviamente, è assente, e non si riesce mai a capire quali siano il piano o le motivazioni degli alieni, che passano da cattivi a indifferenti a seconda della scena. La trovata per includere nel film le regole del gioco originale è simpatica, ma non basta a dare senso a un'operazione sbagliata in partenza.

Di Marco Triolo

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