Autopsy

TRAMA
Autopsy

Tommy Tilden è un esperto medico legale e gestisce con suo figlio Austin un obitorio in Virginia. Un giorno lo sceriffo del posto arriva con un caso di emergenza, il cadavere di una donna sconosciuta ritrovato in un seminterrato a seguito di un pluriomicidio. Sembra un caso come tanti, ma nel corso dell'autopsia i due professionisti vengono man mano turbati da nuove, terrificanti scoperte. Il corpo della donna è perfettamente conservato all'esterno, ma all'interno è stato smembrato e rimangono segni di cicatrici e bruciature, come se fosse stata vittima di un orribile e misterioso rituale di tortura. Mentre padre e figlio cercano spiegazioni scientifiche plausibili a queste scoperte raccapriccianti, cose sempre più inspiegabili sembrano succedere nell'obitorio.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Autopsy of Jane Doe
GENERE
NAZIONE
United Kingdom
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
M2 Pictures
DURATA
86 min.
USCITA CINEMA
08/03/2017
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2017
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

L'avevamo amato in Troll Hunter (un gioiello indie-horror da recuperare assolutamente), e non c'è dubbio che la mano di André Øvredal si senta anche in questo suo primo film di lingua inglese, eppure Autopsy è uno di quegli amori che lasciano l'amaro in bocca e tanti interrogativi, insieme a dei bei ricordi. Una spiegazione potrebbe trovarsi nell'abitudine al prodotto televisivo degli sceneggiatori (lo Ian B. Goldberg di ONCE e il meno esperto Richard Naing), pur in grado di costruire una storia dai molti ammiccamenti e dalle connessioni interessanti, ma insieme capaci di farci (aspettare e) sperare nel prossimo Mortal con cui il regista norvegese tornerà presto al fantasy legato alle tradizioni della propria terra.

L'obitorio a gestione familiare dei due Tilden (il redivivo Emile Hirsch e un sempre solido Brian Cox) è in sé location promettente, per l'atmosfera che vi si respira, il senso di confine tra la vita e la morte e la sua stessa architettura. Quando poi a inserirsi in una pur anomala routine è il misterioso cadavere di una giovane bella donna - abbondantemente osservata dalla macchina da presa, nella sua nudità e nella particolareggiata analisi dei suoi tessuti e organi interni - il passo è breve… Come quello tra il ricordo della Christina Ricci di After.Life del 2009 alla certezza che qualcosa di soprannaturale sta per accadere.

Una sorta di prevedibilità che, però, nulla toglie alla godibilità del film nei suoi aspetti più thrilling. Sia per l'indagine che i due anatomopatologi portano avanti, secondo un iter assolutamente rigido e immutabile, sia per il parallelo disvelamento di una serie di elementi propri di tutt'altro tipo di vicenda. Quella verso la quale lo sviluppo ci indirizza: gore senza essere splatter, classica senza esser tradizionale, grottesca senza essere ridicola. Quella che avremmo potuto trovare in un B-movie, un film indipendente, ma con una cura maggiore. In ogni suo aspetto. Salvo, forse, per la sensazione di 'assenza' nel tirare le somme… Di mancanza di coraggio, dell'idea giusta per chiudere con un climax originale un tale crescendo.