Argo

TRAMA
Argo - Locandina

Adattamento dell'articolo di Joshuah Bearman scritto per il magazine Wired dall'intrigante titolo "How the CIA Used a Fake Sci-Fi Flick to Rescue Americans from Tehran". La storia, incredibilmente vera, è quella di un'improbabile missione compiuta nel '79 dalla CIA e dal governo canadese per contrastare l'occupazione dell'ambasciata americana da parte di un gruppo di rivoluzionari iraniani. Il piano infatti, fu quello di portare in salvo sei importanti diplomatici statunitensi che dovettero fingersi attori di un fantomatico film chiamato "Argo". Il bizzarro sotterfugio, al quale collaborò anche l'illustratore Jack Kirby, incaricato di far sembrare tutto reale, riuscì a farli uscire sani e salvi.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Argo
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
SITO UFFICIALE
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
120 min.
USCITA CINEMA
08/11/2012
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2012
RECENSIONE

Con Gone Baby Gone ha resuscitato e ribaltato la sua carriera data per spacciata. The Town ha confermato sia il suo talento tecnico che quello di racconta-storie. Al terzo round dietro la macchina da presa, Ben Affleck scolpisce prepotentemente il suo nome tra i più bravi cineasti oltreoceano. Assemblato con una giusta dose di cuore e tanta mente, Argo è il film più maturo del regista: un'opera su commissione che Affleck si affretta a trasformare in film personale. Una pellicola vintage in grado di riecheggiare nell'attualità e di emozionare sin dal primo fotogramma che presenta il logo Warner come era ai tempi di Quel pomeriggio di un giorno da cani.

Affleck sorprende il suo pubblico grazie alla abilità di cambiare registro narrativo con il procedere della storia. Argo, infatti, funziona sia come cronaca degli eventi accaduti in Iran alla fine degli anni Settanta che come thriller su una crisi di ostaggi con tanto di rush finale filtrato attraverso una suspense mai troppo invadente. E' la satira hollywoodiana che ha la meglio su tutto il resto. Merito delle performance scatenate di Alan Arkin e John Goodman, quasi un'arma a doppio taglio con i due che rischiano di portarsi via l'intero film grazie al loro modus operandi da “una battuta, un Oscar”.

Quando Affleck tiene la macchina da presa su se stesso (qui si dirige per la seconda volta) il film
cambia ancora tono, somigliando al più classico cinema spielberghiano con tanto di famiglia divisa, genitori separati e bambini che non possono più stare con il loro padre perché quello deve salvare la patria. Un'alta conoscenza della storia del cinema e tanto amore per il mestiere di storyteller fanno di Argo un film solido, come non se ne fanno più. Meno coraggioso di The Town (fatto interamente con il cuore), eppure più intelligente e allo stesso modo romantico nel descrivere ogni singolo personaggio.

Sono gli attori di contorno (quelli che interpretano il gruppo di ostaggi) a rubare la scena più dei vecchi leoni. Se esistesse un premio Oscar al miglior casting director, allora la statuetta sarebbe certamente di questo film.

di Pierpaolo Festa