A Bigger Splash

TRAMA
A Bigger Splash

Paul e Marianne stanno trascorrendo le vacanze sull’isola di Pantelleria. Lei è una celebre rock star, lui un giovane fotografo. Il loro soggiorno è inaspettatamente interrotto da Harry, ex di Marianne e amico di Paul, snobbato in certi ambienti, e considerato un dio in altri, avendo prodotto grandi rock band come i Rolling Stones. Harry arriva sull’isola con Penelope, che all’inizio tutti credono la sua nuova giovane amante, ma che in realtà è figlia che ha di recente scoperto di avere. Penelope è una strana ragazza, composta e distaccata. L’isola si sta preparando al Ferragosto, e Marianne invita Harry e Penelope a restare con loro per il weekend. Inconsapevolmente la tavola è apparecchiata per il disastro. Marianne si scopre nuovamente attratta da Harry; Penelope mette gli occhi su Paul; la tensione della passata intimità appesantisce l’aria. Paul e Marianne lottano per mantenere in piedi il loro fragile legame, ma un giorno, mentre Marianne trascorre il pomeriggio con Harry, Paul si ritrova da solo con Penelope. Col trascorrere delle ore diventa chiaro che i tradimenti che si sono consumati cambieranno la vita di tutti. Harry torna alla villa nel mezzo della notte, ubriaco. Paul lo sta aspettando...

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
A Bigger Splash
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Lucky Red
DURATA
125 min.
USCITA CINEMA
26/11/2015
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2015
RECENSIONE
di Marco Triolo

Luca Guadagnino torna alla regia a sei anni da Io sono l'amore per realizzare il remake di un classico con Alain Delon, La piscina. L'azione si sposta dalla Costa Azzurra a Pantelleria, e Guadagnino ne approfitta per inserire rimandi all'attualitÀ e alle storie dei migranti che ogni giorno si riversano sulle coste della Sicilia.

Quello che interessa davvero a Guadagnino, perÒ, È raccontare la vita di quattro personaggi che il mondo esterno lo conoscono poco e male, quattro professionisti di successo - una rockstar (Tilda Swinton), il suo compagno e filmmaker (Matthias Schoenaerts), il suo ex marito e produttore (Ralph Fiennes) e la figlia di quest'ultimo (Dakota Johnson), lolita viziata e perfida. Quattro vite benestanti, anzi di piÙ, ma anche quattro esistenze spezzate, in cui il successo ha spesso significato la fine dei legami e l'inizio dei litigi e delle incomprensioni. I quattro si ritrovano tutti in vacanza insieme e, dietro una facciata amichevole, iniziano a covare rancori destinati a esplodere.

Guadagnino riesce a mantenere per tre quarti del film un perfetto equilibrio di umorismo e dramma,  avvalendosi di interpretazioni di alto livello e infilando qualche scena madre - come quella in cui Fiennes si lascia andare al ritmo dei Rolling Stones in un ballo scatenato che scimmiotta lo stile di Mick Jagger. Il ritmo regge, ci si appassiona alle storie di questi pazzi e si segue con piacere lo svolgersi degli eventi, fino a un colpo di scena di buon impatto.

Il problema, come in L'attesa di Piero Messina - con cui condivide un'ambientazione e una struttura simili - sta forse in un prolungamento finale che langue incerto sul da farsi. Guadagnino non sa bene dove e come chiudere e decide di mettere al centro una figura rimasta fino a quel momento in disparte, il maresciallo dei Carabinieri interpretato da Corrado Guzzanti. Il tono si sposta verso il grottesco, con Guzzanti che sfoggia un convincente accento siciliano e ruba la scena a tutti. Ma il cambio, per quanto divertente, stona decisamente con il resto del film e soprattutto, come detto, si dilunga eccessivamente. I tentativi di includere a tutti i costi il dramma dei migranti, inoltre, sono spesso impacciati e fuori luogo, anche se il regista ha un'idea precisa sul loro inserimento: fornire un contrasto drammatico con le vicende spesso futili dei protagonisti.

Resta comunque un'opera stilisticamente curatissima e capace di intrattenere con un certo garbo. Ma non chiedetele piÙ di questo.