50 e 50

TRAMA
50 e 50 - Locandina

Adam Schwartz è un venticinquenne che conduce una vita tranquilla e felice; ha una bella fidanzata, Rachel, e lavora in un museo con il suoi migliore amico Kyle. Come un fulmine a ciel sereno, ad Adam viene diagnosticato un raro tipo di tumore: considerata la sua età e il suo stile di vita, il ragazzo fatica ad accettare la verità ma alla fine cede ai fatti e si rassegna a sottoporsi a chemioterapia. Pur supportato dalla famiglia e dagli amici, Adam trova compagnia in Katie, una giovane studentessa che lo aiuta a superare il trauma psicologico. Lentamente, Adam inizia a fare i conti con la realtà, a ripensare la sua vita in modo completamente nuovo, ad apprezzare le cose che dava per scontate.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
50/50
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
SITO UFFICIALE
DISTRIBUZIONE
Eagle Pictures
DURATA
100 min.
USCITA CINEMA
02/03/2012
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2011
RECENSIONE
Che gran team creativo quello che compone la squadra di “50/50” sia davanti che dietro la macchina da presa. La prima “commedia” americana sul cancro è un lavoro d'amore.

Judd Apatowincontra Voglia di tenerezza”, una definizione che non basta a inquadrare in pieno la storia. Quella vera dello sceneggiatore Will Reiser e del suo amico Seth Rogen che gli è stato vicino quando si è ammalato di una rara forma di cancro.

50/50” si gioca tutto onestamente. Il film esplora ancora una volta temi come amicizie, relazioni e incomunicabilità, ma lo fa avvolgendoli da un'aura di morte sempre presente per tutto il film e, allo stesso tempo, non perdendo mai di vista l'orizzonte del politicamente scorretto.

Sullo schermo Joseph Gordon-Levitt è uno dei trasformisti più talentuosi del cinema americano contemporaneo, pronto a cambiare il suo fisico come un giovane De Niro e a recitare di sottrazione, senza mai strafare nei panni del malato. La spalla Seth Rogen è il migliore amico e il miglior compagno di squadra che uno possa avere. La sua eterna verve comica non stona mai nemmeno davanti al dramma. Da applausi il resto del cast con una nota in particolare per la grandissima Angelica Huston che con sole tre scene provoca lo spettatore fino alle lacrime. Perché “50/50” commuove, eppure tanto. Si parla di cancro, morte e voglia di vivere, ma lo si fa con estrema sincerità e naturalezza, mai gratuitamente.

Inevitabile, dunque, pensare al miglior cinema di James L. Brooks. E il merito va anche a una regia capace di dosare il tutto, smussando l'improvvisazione di Rogen e puntando l'obiettivo verso la dolcezza del sofferente protagonista
 
di Pierpaolo Festa