10.000 a.C.

TRAMA
10.000 A.C. - Locandina

D'Leh è un cacciatore di Mammuth, all'età di 21 anni parte alla scoperta del mondo alla ricerca di nuova selvaggina per il suo popolo in estinzione. D'Leh viaggia assieme ad un esercito ed alla sua amata, Evolet, la quale viene rapita durante il viaggio ignoto. D'Leh e i suoi prodi viaggeranno alla scoperta di un mondo sconosciuto popolato da animali mai visti dalla tribù, come la Tigre dai denti a sciabola e il Mammuth.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
10.000 a.C.
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
SITO UFFICIALE
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
109 min.
USCITA CINEMA
14/03/2008
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2007
RECENSIONE
Il giovane D'Leh (Steven Strait) si è innamorato di Evolet (Camilla Belle) fin da quando, bambina, è stata condotta nella sua tribù orfana e sperduta. Gli occhi azzurri della ragazza l'hanno resa diversa, portatrice del destino del popolo di D'Leh. Quando un gruppo di predoni a cavallo attacca l'accampamento e rapisce la ragazza per farla schiava, il suo promesso non esita ad inseguirli oltre le montagne per salvarla. Il viaggio sarà durissimo, ma nel cammino D'Leh incontrerà tutta una serie di popolazioni desiderose di liberarsi dall'oppressione dei predoni. Dopo aver formato un esercito di razze unto dalla voglia di libertà, il ragazzo destinato a diventare un eroe marcerà contro l'impero di schiavisti.

Il precedente “blockbuster ambientalista” “The Day After Tomorrow” (id., 2004) aveva a nostro avviso innalzato la filmografia di Emmerich di molti punti, ponendosi come uno dei lungometraggi mainstream più intelligenti e ben confezionati di questo nuovo millennio. Adesso con questo “10.000 A.C.” il regista di origine tedesca torna clamorosamente ai livelli che avevano preceduto quella pellicola, quindi ad un cinema commerciale magari anche spettacolare ma decisamente povero di contenuti. Questa sua ultima fatica non presenta poi neppure le solite innovazioni tecniche – nel campo degli effetti speciali – che avevano contraddistinto successi come “Independence Day” (id., 1996) o “Godzilla” (id., 1998).
Qui ci troviamo invece di fronte ad una messa in scena tutto sommato convenzionale, che se nell'ultima parte si ravviva ovviamente in virtù di un ritmo narrativo che deve per forza di cose accelerare, per il resto si mantiene su degli standard visivi mai originali, che non lasciano mai il segno nell'immaginario dello spettatore seduto in sala.
Per di più la sceneggiatura di “10.000 A.C.” sembra essere stata partorita con una noncuranza addirittura sconcertante: la trama principale è scontata ed appiccicosa, ed anche l'incedere narrativo della storia non interessa praticamente mai.

Un'ultima annotazione: per risparmiare sul budget di produzione, che nella maggior parte dei casi viene impiegato nei setting e negli effetti speciali, spesso in produzioni del genere il cast d'attori viene costituito da nomi non troppo conosciuti, che hanno così la possibilità di mettersi in mostra. Avendo quindi la possibilità di muoversi attraverso una grande quantità di giovani attori, e per di più con estrema libertà, possibile che non si sia riusciti a trovare una coppia di protagonisti meno liofilizzata di Camilla Belle e Steven Strait? Difficile si poteva far peggio a livello di capacità attoriale.

Sommario, a dir poco, nella storia, non particolarmente brillante sotto il profilo della spettacolarità, questo nuovo film di Roland Emmerich precipita nuovamente il regista nel limbo dei mestieranti a cui vengono affidate megaproduzioni destinate al grande pubblico. Pur con i suoi difetti, uno come Michael Bay in confronto sembra aver molte più cose da dire, ed in maniera molto più interessante.