Steven Soderbergh racconta il diffondersi di una letale epidemia dal paziente zero alla risoluzione. Il ritmo e un po televisivo, ma loperazione e onesta e regge

matt damon,contagion
Film

Venezia 68, la recensione di Contagion di Steven Soderbergh

Contagion – La nostra recensione

Steven Soderbergh racconta il diffondersi di una letale epidemia dal paziente zero alla risoluzione. Il ritmo è un po’ televisivo, ma l’operazione è onesta e regge

Di film sulle epidemie apocalittiche ne sono stati fatti a decine, è uno dei temi più ricorrenti del cinema e ha generato un filone che spazia fra il thriller e l’horror. Per capirci, anche pellicole come “La città verrà distrutta all’alba” di George Romero, o il ciclo sugli zombie dello stesso regista, ne fanno parte insieme a film meno truculenti come “Virus letale” e “Panic in the Streets”.

Steven Soderbergh non è dunque il primo a dare la sua versione dei contagi letali, e non sarà l’ultimo di certo. Ma, per lo meno, il suo passaggio non è uguale a tanti altri. Senza realizzare niente di epocale, con Contagion il regista ha infatti raccontato, con una precisione clinica da documentarista, il diffondersi di un virus dal paziente zero alla cura. Il virus ha origini complesse e misteriose, e le prime vittime accertate sono un ragazzo di Hong Kong e una donna (Gwyneth Paltrow) che vive in Minnesota con il secondo marito (Matt Damon), ma che è stata in Cina per un viaggio di lavoro e ha fatto tappa a casa dell’amante, infettando nel tragitto moltissimi altri. Il contagio si espande a macchia d’olio, e con rapidità mostruosa: starà ai ricercatori e operatori della sanità americana (Laurence Fishburne, Kate Winslet, Marion Cotillard, Jennifer Ehle) cercare di arginarla e trovare un vaccino prima che sia troppo tardi. Ma è già troppo tardi: milioni di vite sono andate perse nel frattempo.

Il film si apre con una lunga sequenza senza dialoghi, punteggiata dalla musica elettronica di Cliff Martinez, in cui seguiamo i primi infetti nel loro devastante cammino. La narrazione è fluida ed efficace, asciutta e potente. Il regista si sofferma in continuazione sui dettagli, maniglie di porte, ciotole di arachidi, bicchieri, mani, volti. Il virus è un protagonista/antagonista invisibile ma in grado di rimodellare il mondo, sconvolgere vite, creare e distruggere legami. Le immagini di una San Francisco svuotata o dell’abominevole massa di asfalto e cemento delle periferie di Hong Kong sono genuinamente inquietanti, la fotografia dello stesso Soderbergh trasforma le immagini in trattati sulla sovrappopolazione che bastano e avanzano per indurre un senso di disagio e paura per il vicino.

La confezione risulta un po’ televisiva, ma ciò non toglie che Soderbergh si distingua per come non cede facilmente al pessimismo e al solito finale beffardo tipico dei film precedenti a questo. L’uomo è qui visto come una forza principalmente positiva, capace certamente di azioni terribili – saccheggi, rapine, omicidi non mancano – ma deciso a fare del proprio meglio per riprendere il totale controllo del proprio mondo, spingendosi fino a gesti eroici. Assenti, dunque, la classiche figure dei militari fascisti o delle multinazionali farmaceutiche complottiste, sostituite da quella di un blogger (Jude Law) che vorrebbe riportare la verità ma finisce vittima della paranoia e accusa tutto e tutti.

Al film manca un po’ di aggressività e provocazione, certo, ma l’intenzione di Soderbergh era semplicemente quella di raccontare una crisi sanitaria globale e la sua risoluzione, e dunque la missione è discretamente compiuta. 

Per saperne di più:
La nostra intervista esclusiva a Matt Damon
La nostra intervista esclusiva a Laurence Fishburne
Guardate il trailer
Leggete del nostro incontro con Soderbergh a Venezia


Film.it vi accompagna giorno dopo giorno al sessantottesimo Festival di Venezia. Visitate il nostro speciale per leggere le recensioni, gli incontri e le interviste con attori e registi e le foto dal tappeto rosso.
LEGGI ANCHE
SCHEDE CAST
SCHEDE FILM

ADV

BOX OFFICE

ita flagITA usa flagUSA
1

Men in Black 3

2.071.844 €
Men in Black 3 - Locandina
2

Dark Shadows

623.565 €
Dark Shadows - Poster
3

Cosmopolis

330.899 €
Cosmopolis
4

American Pie: Ancora Insieme

263.196 €
American Pie: Ancora insieme - Locandina
5

Quella casa nel bosco

245.037 €
Quella casa nel bosco

*Incassi del weekend del 25/05/2012

Classifica Completa >

Acquista su amazon-logo

Spedizione Gratuita per Ordini Superiori a 19 €

costume bikini attrici film
Cucina Italiana Hollywood foto

ULTIMI FILM INSERITI

Guarda tutti i film >

TI INTERESSA...

sponsored links PPN