Ha alimentato i nostri sogni con la saga di Guerre stellari, ma col tempo si e fatto anche odiare. Alexandre O. Philippe racconta George Lucas, tra critica e nostalgia
Ha alimentato i nostri sogni con la saga di “Guerre stellari”, ma col tempo si è fatto anche odiare. Alexandre O. Philippe racconta George Lucas, tra critica e nostalgia
The People vs. George Lucas - La nostra recensione
Ha alimentato i nostri sogni con la saga di “Guerre stellari”, ma col tempo si è fatto anche odiare. Alexandre O. Philippe racconta George Lucas, tra critica e nostalgia
Il documentario segue un arco narrativo che sottolinea quanto tra Lucas e i fan si sia consumata negli ultimi tre decenni una vera e propria storia d'amore: si parte da un'adorazione incondizionata, passando all'odio e infine al perdono. Da quelle magiche notti del maggio 1977, con il pubblico in fila in attesa di scoprire per la prima volta uno dei film più importanti del secolo scorso, si passa alle analoghe code per “La minaccia fantasma”, il primo capitolo della vituperata trilogia prequel. In mezzo c'è un altro, contestatissimo episodio: quello del restauro della trilogia originale, prima vera crepa nei rapporti tra Lucas e i fan. L'autore vede in questa occasione l’opportunità di intervenire e modificare i tre film così come lui li avrebbe voluti al primo colpo, correggendo imperfezioni e aggiungendo addirittura una scena che stravolge l’identità di Han Solo. Scandalo! I fan proprio non ci stanno e inizia una Guerra al cui confronto quelle dello spazio fanno ridere. Lucas, un tempo oppositore della colorizzazione dei classici, arriva al cortocircuito, scatenando allo stesso tempo un putiferio che solleva una questione di grandissimo interesse: quando un’opera diviene pubblica, la proprietà resta all'artista o diventa collettiva? Se Lucas rivendica la libertà di fare dei suoi figli ciò che gli pare e piace, gli spettatori non intendono mollare la presa e gridano alla profanazione: “E’ come andare a scolpire il volto di Bill Clinton sul Monte Rushmore”, dice qualcuno.
Il ritratto è critico e lucido, ma non demolisce Lucas, perché in fondo è dettato da un amore che non si può spiegare a parole e che ancora oggi “muove il sole e l'altre stelle”. Lucas non ha voluto prendere parte alla lavorazione, ma la speranza è che un giorno veda il film e possa finalmente comprendere i suoi fan. Un dubbio rimane: “Star Wars” si è davvero trasformata in una saga per bambini, o siamo noi che crescendo abbiamo perso la capacità di stupirci di fronte alla magia del cinema? Ai posteri l'ardua sentenza.
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