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Divertente cartoon con un bel 3D. L’azione si mescola al romanticismo... ma la favola che fine ha fatto?

Rapunzel – La nostra recensione

Divertente cartoon con un bel 3D. L’azione si mescola al romanticismo... ma la favola che fine ha fatto?

Di “licenze di riadattamento” la Disney se ne era prese parecchie già con "Aladdin", ma con “Rapunzel”  supera se stessa. Del resto se la fiaba dei fratelli Grimm ripresa anche da Calvino ("Prezzemolina") non era mai stata trasposta in cartoon un motivo c’è – e non è, come ci hanno fatto credere, la difficoltà di “gestire” tutti quei capelli o il fatto che raccontare di una fanciulla sempre chiusa in una torre risulti troppo statico. La verità è che la favola originaria narra di rapporti prematrimoniali apertamente, di un parto gemellare prima del matrimonio, e di isolamento per la vergogna. La fiaba affonda le sue radici nel mito greco di Danae e, anche saltando il rapporto clandestino del principe con Raperonzolo, si sarebbe comunque potuto restare più fedeli al racconto. L’unico aspetto che invece la casa di Topolino mantiene, per giunta esasperandolo, è la metafora della genitrice iperprotettiva, ma lo falsifica con il mito della magia e della promessa di eterna giovinezza e beltà.

Rapunzel

Sicuramente il divertimento non manca, più per i grandi che per i piccini, dal momento che la Disney non solo non rispetta le fiabe, ma non ha più il fegato di correre i suoi rischi e di raccontare un sogno, quello di incontrare un principe che sposi la fanciulla, riducendo così il target alle sole bambine. Ecco allora che il principe diventa un manigoldo, quella con la “dote” è Rapunzel e tanta azione si sprigiona durante il loro viaggio – almeno anche i maschietti potranno guardarlo e identificarsi nel desiderio malsano di voler fare tanti soldi. E non è che questa Rapunzel bondage dai piedi sempre nudi si presti a meno doppi sensi rispetto a quella che riceveva le visite del principe di notte, di nascosto dalla matrigna. E il sogno, se non è più quello di incontrare un uomo, si riduce al voler vedere dal vivo delle lanterne. Della serie: punta in basso, ragazzina.

Rapunzel

Poco da dire dal punto di vista tecnico: le location sono dettagliate, il 3D è luminosissimo e qualche tecnologia è stata infilata a forza (rottura della diga e gestione di galloni e galloni d’acqua), peccato per i personaggi, talmente stilizzati da risultare poco espressivi. E sarà meglio sorvolare sul pessimo doppiaggio di Laura Chiatti.
Certo, adesso chi non vorrebbe avere un camaleonte come animaletto personale – o in alternativa un vecchietto beone vestito da Cupido?
Se preso come film animato, Rapunzel – L’intreccio della torre” è lontano dal capolavoro, ma è comunque un prodotto ben confezionato. Però non è la favola dei fratelli Grimm, e se gli fosse stato dato un altro titolo, allora si serebbe forse potuto apprezzare. Mantenere un titolo e raccontare tutt’altro, invece, è come il brutto "King Arthur" di Fuqua. Aspettiamo che qualcuno porti sullo schermo la fiaba di Raperonzolo. La Disney non lo ha ancora fatto.

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COMMENTI:
  • Elisabetta
    martedì 28 dicembre 2010
    ore 14:43
    Ritengo abbastanza inutile insultare la recensione, che in sè è corretta, e mi limito a dire 'de gustibus' e a controbattere. Io ho visto e adorato Rapunzel, per cui sono leggermente di parte. E a questo punto ti faccio una domanda: quando mai la Diseny ha rispettato la favola originale da cui attingeva? Vogliamo parlare del Gobbo di Notre Dame, che del romanzo di Hugo conserva solo l'ambientazione e i nomi? E 'La Sirenetta'? Dove sono le sorelle di Belle ne 'La Bella e la Bestia', presenti invece nella fiaba originale? Ho un libro di favole non riadattate, e le ho lette tutte dalla prima all'ultima, talvolta sorprendendomi di quanto diverse fossero dai cartoni che tanto ho amato da piccolina. Ciò non toglie l'originalità e la bellezza dei cartoni Disney. Conosco la fiaba di Raperonzolo in parecchie versioni, ma in nessuna ho mai visto parti gemellari. Tra l'altro, se la Disney avesse preso il solito stereotipatissimo principe e l'avesse fatto arrampicare mille e una volta su per la torre, la storia sarebbe stata sì statica e simile al preesistente film di Barbie Raperonzolo. Trovo invece che così la trama sia molto coinvolgente e originale, e racconta di un amore di cui si può vedere la nascita e lo sviluppo, lontano dal solito colpo di fulmine della serie 'io principe, tu principessa, quindi ci sposiamo'. Il doppiaggio? Non l'ho trovato così cattivo, e lo dice una che non ama i teen idol come la Chiatti e compagnia. Il titolo non ha promesso che la trama si sarebbe mantenuta fedele alla fiaba, non è una garanzia, esattamente come le copertine dei libri. Se parli di fedeltà agli originali, allora non conosci la Disney. C'è chi come me la ama proprio per questa sua tendenza al lieto fine ad ogni costo. Se a te non piace pazienza, ma ti consiglio allora di non sparare sentenze e di non guardare questi film. Se cerchi aderenza e fedeltà alla trama, hai sbagliato casa di produzione. Sai cosa condivido invece? L'opinione su King Arthur.
  • breccia
    giovedì 9 dicembre 2010
    ore 12:44
    recensione pessima,rapunzel è il capolavoro,lo dico da esperto del cinema da esperto della computer grafica ed esperto di animazione. è una sinergia perfetta di tutto quello che deve avere un film a lieto fine.mi sembra che tu abbia basato la tua recensione in base a quello che hai letto su internet,wikipedia e vari... Bisogna andare oltre a volte per fare una buona recensione,l'oggettività e l'imparzialità sono difficili da trovare nelle persone,per questo non è difficile leggere articoli del genere.
  • André
    lunedì 6 dicembre 2010
    ore 22:34
    Questo film è bellissimo, chi afferma il contrario non l'ha visto.
  • Nuts
    lunedì 6 dicembre 2010
    ore 11:26
    MIO DIO! Vorrei tanto sapere chi ha avuto il coraggio di scrivere una recensione così banale, poco precisa e piena di presunte verità. Una cosa è certa: chiunque tu sia non hai la minima idea di quello che scrivi! Non conosci i film della Disney (più precisamente non sai niente di cinema!)e hai dei pregiudizzi spaventosi a riguardo. Fossi in te ci penserei due volte a pubblicare un'altra recensione... Qualunque sia il film.
  • LAURA
    sabato 27 novembre 2010
    ore 23:38
    Oh, santo cielo.. certo che di GENTE che spara parole al vento ce ne un sacco!! Che delusione.
  • ste2432
    sabato 27 novembre 2010
    ore 0:08
    Che recensione del cavolo! La disney ha fatto un bel lavoro e ha modernizzato un po la fiaba che non è solo per bambini spero che batta quelle cavolate di film italiani di Boldi e De sica che sono patetiche
  • Andrea (Sitar)
    giovedì 25 novembre 2010
    ore 20:23
    Secondo me ha visto un altro cartone,di certo non rapunzel. Forse si è confusa con l'ultimo capito di shrek. Rapunzel oltre ad avere una grafica bellissima,primo cartone (tra le altre cose) che ricorda la tecnica 2D:La trama avvicente, personaggi coinvolgente e simpaticissimi e ben fatti "SPECIFICHIAMO,TUTTI MOLTO ESPRESSIVI. La chiatti,personalmente ha fatto un buon lavoro, ricordando che poi in fondo non è una doppiatrice, e le musiche? ne vogliamo parlare? Alan menken ha fatto un ottimo lavoro come sempre. Poi per quanto riguarda lo stravolgimento della fiaba originale, dico semplicemente che da sempre la disney personalizza le storie, rendendole uniche,l'ha già fatto con la Sirenetta, Aladdin, la bella e la bestia ecc e noi sta bene così, vogliamo questo, sognare come ci ha sempre fatto sognare la disney.
  • Cama
    giovedì 25 novembre 2010
    ore 20:21
    Vorrei dissentire sulla vostra recensione ma non avendo ancora visto il film non mi permetto. Per quanto riguarda il commento "se gli fosse stato dato un altro titolo, allora si serebbe forse potuto apprezzare. Mantenere un titolo e raccontare tutt’altro" forse siete poco informati. Il titolo originale è Tangled ovvero non vi hanno promesso nessuna rappresentazione fedele della fiaba.
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