Prezioso nellelaborazione delle immagini, lucido nellintrospezione psicologica, il film di Kelly Reichardt e uno dei migliori lungometraggi visti fino ad ora in concorso a Venezia.
Prezioso nell’elaborazione delle immagini, lucido nell’introspezione psicologica, il film di Kelly Reichardt è uno dei migliori lungometraggi visti fino ad ora in concorso a Venezia.
Meek’s Cutoff - la nostra recensione
Prezioso nell’elaborazione delle immagini, lucido nell’introspezione psicologica, il film di Kelly Reichardt è uno dei migliori lungometraggi visti fino ad ora in concorso a Venezia.
Adesso tocca a Kelly Reichardt, già autrice del toccante “Wendy and Lucy”.
Lo stile scarno e verista esplicitato con quel lungometraggio in questo suo nuovo “Meek’s Cutoff”, presentato in concorso, si trasforma in una sintesi visiva di impressionante precisione e compattezza, che riesce a costruire un’atmosfera rarefatta di enorme impatto. Come referente cinematografico questo film rimanda ad opere capaci di adoperare il tempo della ripresa come stilema preciso e punto di riferimento interno alla logica dell’opera stessa: su tutti viene subito in mente il bellissimo “Gerry” di Gus Van Sant.
In questo caso, come invece successo con molti grandi film precedenti, non ci troviamo di fronte ad un ribaltamento del mito della frontiera e dei codici del western: sono proprio queste idee portanti che reggono l’ossatura e la logica interna delle figure in scena. La Reichardt però le adopera nella loro concezione più radicale, le spinge fino all’estremo del loro significato e le fa cozzare l’una contro l’altra. E se la ricerca della frontiera portasse alle estreme conseguenze, il codice etico del singolo individuo reggerebbe?
A questo punto la costruzione della trama, seppur ridotta all’osso, è d’obbligo: un gruppo di coloni americani nel 1845, nel tentativo di seguire una via più redditizia verso la “terra promessa”, si perde dietro le indicazioni errate di una guida lontana dall’essere infallibile. Il viaggio verso l’ignoto si trasforma in un percorso disperato ed ipnotico, tratteggiato dalla Reichardt con un rigore formale degno di assoluta ammirazione. Oltre alla cura estetica del lungometraggio la regista riesce costruire anche un percorso psicologico dei protagonisti di impressionante chiarezza.
In questo la aiutano e non poco anche gli ottimi protagonisti, soprattutto la coppia formata da Michelle Williams ed un redivivo Will Patton, già interpreti per l’autrice di “Wendy and Lucy”.
“Meek’s Cutoff” è un film non certo semplice, tutt’altro. La sua stilizzazione formale costringe lo spettatore ad uno sforzo preciso per entrare nello spirito dell’opera; quando questo riesce però ci si trova di fronte ad uno spettacolo suggestivo e spiazzante, che si muove fluido verso una fine tutt’altro che scontata. Prezioso nell’elaborazione delle immagini, lucido nell’introspezione psicologica, “Meek’s Cutoff” è in tutto e per tutto un film d’autore di ottima fattura, che merita di essere apprezzato anche – anzi forse soprattutto – per l’ardua strada che ha deciso di percorrere. Uno dei migliori lungometraggi visti fino ad ora in concorso a Venezia.
- MEEK'S CUTOFF |
- KELLY REICHARDT |
- MICHELLE WILLIAMS |
- FILM IN CONCORSO VENEZIA 2010 |
- WILL PATTON
-
Notizie
Bale: "Accetterei un quarto Batman con Nolan"
L'attore gallese pronto a vestire di nuovo i panni di Bruce Wayne. Ma rimane...
-
Notizie
Cerri: "Reality? Doveva uscire subito in sala"
Per il presidente dell'Anec, il film di Garrone doveva essere distribuito in...
-
Film
Video: Blade Runner, uno sguardo nel passato
Ridley Scott presenta il suo capolavoro sci-fi in un dietro le quinte d'annata
-
Notizie
Verdone contro Woody
Secondo il regista italiano la Roma dell'ultimo film di Allen "non esiste"....
-
Notizie
Video: dietro le quinte da Rush
Ron Howard ci accompagna sul set del suo film sulla Formula 1





