l altra faccia del diavolo,the devil inside
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Recensione L'altra faccia del diavolo, The Devil Inside

L’altra faccia del diavolo - La nostra recensione

Uno degli horror meno spaventosi visti negli ultimi tempi

Da sempre l’horror è considerato un genere minore, commerciale, adatto al pubblico di massa ma quasi mai associato al cinema come Arte. Basta pensare che soltanto due horror – "L’esorcista" e "The Sixth Sense" – sono stati candidati all’Oscar come miglior film dell’anno, ed ovviamente entrambi hanno perso.

La tendenza odierna a realizzare prodotti dal budget limitatissimo – per non dire inesistente – confezionati secondo le regole del mockumentary sta purtroppo dando ragione a chi sottovaluta il genere. Quest’ultimo "L’altra faccia del diavolo" è uno degli horror meno coinvolgenti e spaventosi visti negli ultimi tempi.

Recensione L'altra faccia del diavolo, The Devil Inside

Più che la messa in scena poverissima a lasciare piuttosto sconcertati è una sceneggiatura scritta con pochissima competenza: i personaggi agiscono senza logica, facendo in modo che le svolte narrative siano assolutamente poco credibili. Già la sospensione dell’incredulità quando si tratta di horror deve essere più elevata rispetto ad altri film, ma addirittura guardare personaggi che si infilano in situazioni pericolose senza la minima logica è davvero troppo. 

Dal punto di vista della tensione poi "The Devil Inside" – questo il titolo originale – non trova mai spunti per coinvolgere veramente lo spettatore: le scene di esorcismo sono telefonate nel ritmo e visivamente molto meno efficaci di quante ne abbiamo viste ultimamente. Oltre a questo la trama propone un susseguirsi di colpi di scena prevedibili, che portano ad un finale abbastanza pretestuoso.

Recensione L'altra faccia del diavolo, The Devil Inside

La questione della scarsa riuscita de "L’altra faccia del diavolo" interesserà poco i suoi produttori e realizzatori: il film, costato soltanto un milione di dollari di budget, nel solo primo weekend statunitense ne ha incassati più di trenta. Si tratta di un segno preciso che la formula funziona ancora: accaparrare tutto il possibile nei primi giorni di programmazione senza curarsi troppo delle critiche e della tenuta di un prodotto di qualità nelle sale. Che dire? Tanto di cappello a chi ha venduto al pubblico il film di William Brent Bell – suo anche l’altrettanto mediocre "Stay Alive" di qualche anno fa. Rimane comunque il fatto che questo non è horror che merita di essere definito tale, non ne possiede la forza emotiva e la densità metaforica.

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L’altra faccia del diavolo", in uscita il 16 marzo, e' distribuito dalla Universal Pictures.

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