Il primo film presentato in concorso al Festival di Venezia e di George Clooney. Incursione scientifica e un po nostalgica nel giornalismo di qualita, storia vera di Edward Murrow, che sfido lincontrollato potere maccartista
Il primo film presentato in concorso al Festival di Venezia è di George Clooney. Incursione scientifica e un pò nostalgica nel giornalismo di qualità, storia vera di Edward Murrow, che sfidò l’incontrollato potere maccartista
Good Night, And Good Luck
Il primo film presentato in concorso al Festival di Venezia è di George Clooney. Incursione scientifica e un pò nostalgica nel giornalismo di qualità, storia vera di Edward Murrow, che sfidò l’incontrollato potere maccartista
Non ci sono grandi somme dietro questa pellicola. Anzi, ce ne sono certe talmente piccole da far ridere: per George Clooney, sceneggiatore produttore regista e autore del soggetto, un dollaro di compenso per la sceneggiatura e il minimo sindacale come attore. Non è proprio una cifra hollywoodiana. "Good Night, and Good Luck" appare sempre più come una missione personale. Il film è un apostolato del libero giornalismo, un elogio al coraggio di Edward R. Murrow, conduttore della CBS durante le purghe del senatore McCarthy, che insieme alla sua redazione si oppose per primo al clima di isteria e anticostituzionalità suscitato dal terrore rosso.
David Strathairn interpreta Murrow. Mai un sorriso, molte sigarette, sguardo eternamente assorto. I tratti somatici sono proprio quelli di chi si immola per la verità. A volte un pò troppo.
Clooney è sempre bravo, mai sopra le righe, sempre spiritoso. E poi c’è il sorriso di Robert Downey Jr, la sulfurea Patricia Clarkson, tutti eroi amputati della loro vita personale per lasciare spazio ai fatti, al giornalismo combattente ed impegnato di quegli anni, che ha saputo risvegliare gli americani e ricordargli i loro famosi, inviolabili diritti. L’attacco al senatore McCarthy incoraggerà altri giornalisti, susciterà il consenso degli americani e infine porterà il Senato ad aprire un’indagine sul pericoloso Presidente di Comitato.
Le apparizioni di McCarthy sono tutti filmati di repertorio, la ricostruzione dei fatti è rigorosa, qualcuno ha detto pedissequa. In realtà il film di Clooney è un vero e proprio film sul giornalismo degli anni Cinquanta, così come ci si aspetta e ci si augura di vederlo. Uffici bicolori, fumo denso all’Humphrey Bogart, un’America d’interni come quella dei quadri di Hopper, il trionfo del Quarto Potere. Un film magnetico, serio, un pò nostalgico, che non lascerà alcun segno nella storia del cinema ma che forse indurrà a riflettere su alcuni temi, ad esempio sulla paura usata come arma di ritorsione, argomento quanto mai attuale.
- RECENSIONE GOOD NIGHT AND GOOD LUCK |
- GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK |
- GEORGE CLOONEY |
- TRAMA GOOD NIGHT AND GOOD LUCK |
- FILM CONCORSO FESTIVAL DI VENEZIA 2005
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