gli abbracci spezzati,penelope cruz
Film

A tre anni da uno dei suoi grandi capolavori, Almodόvar torna al cinema con una storia di cinema nel cinema che si dipana in due piani temporali differenti. Dal 13 novembre.

Gli abbracci spezzati - La nostra recensione

A tre anni da uno dei suoi grandi capolavori, Almodόvar torna al cinema con una storia di cinema nel cinema che si dipana in due piani temporali differenti. Dal 13 novembre.

A tre anni da uno dei suoi grandi capolavori, “Volver”, Pedro Almodόvar torna con un film altrettanto personale, una storia di cinema nel cinema che si dipana in due piani temporali differenti, i primi anni ’90 ed i nostri giorni. E’ infatti nello scorso decennio che si consuma la tragica storia d’amore tra l’attrice Lena (Penélope Cruz) ed il regista Mateo (Lluìs Homar), ostacolata dal compagno/padrone di lei, un ricco industriale dai sentimenti morbosi e disposto a tutto per trattenerla contro la sua volontà.

Penelope Cruz in Gli abbracci spezzati

Su questa trama principale si innestano poi una molteplicità di sottotrame che rende l’impalcatura classica del melodramma sfaccettata, complessa. L’impressione che si ricava dalla visione de “Gli abbracci spezzati” ( è che rispetto al suo cinema migliore Almodόvar ha realizzato un’opera troppo “fredda”, che si concentra molto sullo sviluppo della trama (e del genere di appartenenza) e tralascia di sviluppare con la solita pienezza la vita interiore e l’umanità dei suoi personaggi. Anche la confezione del film, anche se ineccepibile, non aiuta ad entrare in empatia con le figure messe in scena: soprattutto la fotografia sempre elegantissima del messicano Rodrigo Prieto contribuisce a creare un senso di distacco che in molte scene appare straniante.

Pedro Almodovar sul set de Gli abbracci spezzati

Incastrato in una serie di inquadrature visivamente stupende, in una sequenza di movimenti di macchina sinuosi e molto ben articolati, “Gli abbracci spezzati” non riesce però a comunicare allo spettatore il senso di calore ed umanità del cinema più emozionante di Pedro Almodόvar. In questo caso ci troviamo di fronte ad un lungometraggio “costruito”, che lavora smaccatamente sulle metafore senza però inserirle coerentemente in un’opera che sappia avvalorarle con il suo spessore drammatico. Anche i costanti, espliciti riferimenti alla storia del cinema che il cineasta spagnolo ama di più alle fine risultano meccanici, forzati, e conseguentemente non si inseriscono con equilibrio all’interno della trama.

Pedro Almodovar e Penelope Cruz

Certo, poi Almodόvar rimane un genio di cinema, e realizza almeno un paio di scene di impatto e di altissima fattura cinematografica. Questa volta però la sua volontà di riflettere sul suo lavoro di cineasta e di raccontare il suo amore per il cinema sovrastano il resto, e ne viene fuori un lavoro non omogeneo, troppo sbilanciato in favore della riflessione teorica sul mezzo/cinema.

"Gli abbracci spezzati" sarà distribuito dalla Warner Bros. a partire dal 13 novembre.


Per saperne di più
Il trailer e la fotogallery del film
Film.it incontra il regista e Peneolope Cruz al Festival di Cannes
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COMMENTI:
  • Erika
    giovedì 26 novembre 2009
    ore 3:01
    sono perfettamente d'accordo con te sull'Italia e sul Papa, Per quanto riguarda il film, l'ho visto ieri sera e mi è piaciuto abbastanza, anche se nell'ultima parte si dilunga un pò troppo mentre secondo me doveva finire prima. Io non ho notato tutta questa freddezza di cui si parla nella critica. E' un film che corre veloce perchè tutto è frenetico, recitare, amare, mentire, l'ho trovato coerente e poi...come si fa a dire che Almodovar è freddo, non lo è mai, perchè il protagonista è sempre l'amore e la passione, fuori dai canoni e dai tabù, riesce a distinguersi sempre in questo, con quel pizzico di ironia che all'Italia manca...
  • GIOVANNA
    martedì 17 novembre 2009
    ore 12:21
    NON SONO D'ACCORDO SU QUANTO SCRITO DA QUESTO CRITICO RITENGO QUESTO FILM OLTRE A VOLVER UN CAPOLAVORO DI ALMODOVAR CHE ANCORA UNA VOLTA RENDE OMAGGIO ALLE DONNE, RENDE OMAGGIO AL CINEMA E' UNA BELLISSIMA E STRUGGENTE STORIA D'AMORE E SECONDO ME IL MONDO DEL CINEMA NON HA ANCORA RESO GIUSTIZIA A QUESTO GRANDISSIMO ARTISTA COSI' SENSIBILE, UMANO, COLTISSIMO O VOGLIAMO DIRE PERCHE' FORSE UN PO' "DIVERSO?" IN QUESTO MONDO E SOPRATTUTTO IN QUESTA ITALIA COSI' BACCHETTONA, BIGOTTA, RAZZISTA E SOPRATTUTTO OMOFOBA DOVE LA CHIESA, IL VATICANO SI PERMETTONO DI "INTERFERIRE" E GOVERNARE IL NOSTRO ESECUTIVO...... PERCHE' QUESTO ALLA FINE E QUELLO CHE FA IL NOSTRO BENEAMATO PAPA... LOS ABRAZOS ROTOS E' UN FILM DI RARA BELLEZZA, E' UN FILM MAGICO DI PURA POESIA DOBBIAMO RINGRAZIARE ANCORA UNA VOLTA ALMODOVAR DI AVERCI REGALATO EMOZIONI BELLISSIME ED INCHINARCI ALLA SUA ARTE. E PENELOPE CRUZ NON SOLO E' BELLISSIMA MA LA SUA INTERPRETAZIONE E' DA OSCAR. GRAZIE PEDRO MI INCHINO ANCORA UNA VOLTA ALLA TUA MAESTRIA!!! SEI UNO DEI PIU' GRANDI REGISTI VIVENTI!! VORREI TANTO CONOSCERTI!!! GIOVANNA MANCA
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