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Recensione Alice in Wonderland

ALICE IN WONDERLAND – LA NOSTRA RECENSIONE

Pierpaolo Festa 26/02/2010

L’adattamento che Tim Burton ha tratto da Lewis Carroll è un ottimo prodotto d’intrattenimento commissionatogli dalla scuderia Disney. Ma il film non riesce a diventare quel cult annunciato che molti si aspettavano.

Ci rivolgiamo a voi, “Burtoniani” incalliti che stavate aspettando l’uscita di questo film, sin dal momento in cui il geniale regista aveva battuto il primo ciak sul set. Che cosa avrebbe potuto fare il talento della sua mente geniale con questo specifico materiale? Be’, proprio voi che contavate i minuti all’uscita della pellicola, sappiate che potreste ritrovarvi in sala a spettacolo concluso con una leggera sensazione di disappunto. Un retrogusto amaro che si concentrerà in una domanda: “E Tim Burton dov’era esattamente nel film?”. Perché diciamo la verità, “Alice in Wonderland” è più un’opera su commissione che una nuova pietra miliare nella filmografia del regista. È il lungometraggio attraverso il quale Burton e la Disney fanno definitivamente la pace, seppellendo l’ascia di guerra e con essa vecchi rancori risalenti a più di vent’anni fa, quando gli executives non riuscivano a capire fino in fondo il talento di quell’uomo coi capelli da scienziato pazzo.

Tim Burton e Mia Wasikowska sul set di Alice in Wonderland

È stata la Disney a decidere tutto e in questo caso ha scelto il non plus ultra, ingaggiando Burton dietro la macchina da presa e allo stesso tempo assicurandosi di tenerlo a bada. Tutto funziona a dovere in "Alice in Wonderland": la struttura, il ritmo, il cast, la fantasia e i momenti di humour. Il risultato è un ottimo film per il grande pubblico. I bambini si divertiranno e gli adulti torneranno bambini: per quasi due ore assistiamo ad una festa magica. Eppure manca qualcosa. Manca Tim Burton. Non c’è traccia del suo amato dark, tranne in pochissimi momenti. Come sempre, però, uno dei marchi di fabbrica del regista rimane e cioè le splendide musiche del fidato Danny Elfman che si assicura di orchestrare un grande spettacolo.

Mia Wasikoska tra Johnny Depp e Anne Hathaway

Il film, un concentrato ispirato a entrambi i libri di Carroll su Alice, si apre nella Londra dell’Ottocento dove la nostra eroina (teniamo d’occhio l’ottima Mia Wasikowska) fugge dalla “mostruosità” della borghesia che la vuole fare prigioniera attraverso una proposta di matrimonio. La ragazza deciderà invece di inseguire il Bianconiglio, finendo per cadere nella tana che la condurrà a Wonderland.  A quel punto Burton alza il sipario sugli elementi fantastici e il film diventa un mix di performance capture e live action, filtrato attraverso le lenti degli occhiali tridimensionali che in realtà servono a poco: a quanto pare la pellicola è stata convertita in 3D solo in post-produzione, l’effetto comunque rimane molto leggero, a tratti assente.

Johnny Depp Cappellaio Matto pronto a combattere

E poi naturalmente c’è lui, con i suoi occhioni verdi, i capelli rossi e la pelle bianchissima: Johnny Depp in versione Cappellaio matto. Un personaggio che di tanto in tanto ricorda quel "Beetlejuice" con cui Burton colpì gli Studios nel lontano 1988. Entrato in scena dopo circa mezz’ora, Depp rimane presente per quasi tutto il film e si diverte come non mai, regalandoci un nuovo personaggio fuori di testa. Ma dove Burton ce la mette tutta  è nella messa in scena del mondo della Regina di cuori (Helena Bonham Carter mai stata così irresistibile!). Un personaggio afflitto dal complesso di avere la testa grande quanto un pallone e che costringe i suoi cortigiani a conciarsi come dei mostri. Al suo fianco il sempre impeccabile Crispin Glover (era il papà di Michael J. Fox in “Ritorno al futuro”) nei panni del Fante di cuori. E infine Anne Hathaway è una Regina Bianca bella, ironica e a tratti un po' dark. Nella versione originale sentirete anche le voci di Michael Sheen (Bianconiglio), Alan Rickman (Brucaliffo) e del grande Stephen Fry (Stregatto). 

Helena Bonham Carter e Crispin Glover in Alice in Wonderland

Nell’era in cui "Avatar" è riuscito a convincere gli spettatori che ciò che non è reale può diventarlo davanti ai loro occhi, “Alice in Wonderland” soffre, invece, di effetti speciali non sempre impeccabili e facilmente scrutabili nei movimenti di alcuni personaggi (prendete ad esempio tutte le cavalcate del Fante di cuori). Burton, però, ce la mette tutta: fa parlare gli animali, orchestra epiche battaglie e alla fine lascia pure sessanta secondi a Johnny Depp per scatenarsi a ritmo di ballo!

Stephen Fry presta la voce allo Stregatto in Alice in Wonderland

C’è proprio tutto in “Alice in Wonderland”, eppure siamo davanti ad un cult mancato. E viene da pensare che Burton sia sceso a compromessi come si fa a Hollywood – fai un film per loro e poi uno per te. Il regista, infatti, è già al lavoro su una nuova versione 3D di “Frankeenweenie”, e siamo certi che lì si scatenerà davvero!

Alice in Wonderland” sarà distribuito dalla Walt Disney Pictures a partire dal 3 marzo.

Per saperne di più
Parlano gli attori - L'anteprima del film
Il trailer e la fotogallery
Johnny Depp & Co. sul Red Carpet londinese
  • THEvampire venerdì 26 marzo 2010 ore 0:01
  • a me è piaciuto tantissimo!!! poi ho scoperto da poco questo forum dove si parla dal libro di Lewis Carrol al film di Tim Burton, e anche il videogioco horror American McGee’s Alice!
  • nemesys sabato 6 marzo 2010 ore 11:13
  • mi aspettavo molto da questo film.la follia raccontata da Carroll ,mescolata con le idee di Burton e la sua esteticità gothic-dark ( nell'ultimo periodo però con molti più elementi del barocco e meno tetra) doveva essere esaltata e non appiattita. tutto sembra seguire quel percorso dettato dall'oracolum. Sembra veramente di vedere un fantasy di bassa lega con la solita battaglia epica dove i due schieramenti si scontrano.A mio avviso Burton è stato quasi costretto, da parte dei suoi commissionari, a rendere il tutto più semplice e senza tanto addentrarsi nel profondo di una sceneggiatura che aveva mille cose da dire. Si sentono tantissimo la mancanza di quelle canzoni irrazionali che però sottolineavano ancora di più l'oniricità di quel mondo.Bravi gli attori in particolar modo la regina di cuori che è entrata nella parte perfettamente, forse il personaggio più riuscito di tutti. A mio parere non tutti i doppiatori erano perfetti per la loro parte. Per esempio il brucaliffo e il bianconiglio non li avrei mai sentiti con quelle voci. Specialmente il bianconiglio (che adoravo con il vecchio doppiatore nel cartoon). per finire i dialoghi: nel cartoon molto più curati nelle rime in questo caso si le rime ci sono ma sono "nascoste" e saltano fuori solamente in pochi momenti dove il film è di passaggio ed è abbastanza inutile metterli in quei punti! Dimenticavo il 3D! Solo un altro modo per fare più soldi!!!! in una parola ,INUTILE. Sufficiente
  • Paolo Mastazza giovedì 4 marzo 2010 ore 6:19
  • a me è piaciuto .. molto
  • Greg mercoledì 3 marzo 2010 ore 8:54
  • L'ho visto. Che orrore! Alice trasformata in un banale film fantasy stile Narnia! I classici personaggi svitati che acquistano un ruolo, ragionano normalmente, fanno gli eroi... Mi è sembrato perfino di percepire la vergogna degli attori nel recitare una storia simile, tradendo totalmente lo spirito originario.
 

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