La pellicola alterna momenti di leggerezza ad altri piu toccanti, non riuscendo a trovare un equilibrio convincente.
La pellicola alterna momenti di leggerezza ad altri più toccanti, non riuscendo a trovare un equilibrio convincente.
20 sigarette - la nostra recensione
La pellicola alterna momenti di leggerezza ad altri più toccanti, non riuscendo a trovare un equilibrio convincente.
Una decisa svolta si ha invece con la scena dolorosa e coinvolgente dell’attentato: i questo caso la scelta estetica di Amadei è molto precisa e funzionale, e getta lo spettatore in un vortice di sangue e violenza che restituisce in pienezza la forza devastante dell’attentato. Questa è senza dubbio la sequenza migliore di “20 Sigarette”, pellicola che alterna dopo questo momenti di leggerezza ad altri più toccanti, non riuscendo a trovare un equilibrio convincente tra l’alternanza di toni. Anche nell’ultima parte ci sono un paio di scene senza dubbio riuscite – dovute anche alla bravura di Vinicio Marchioni -, però la sensazione che se ne trae è che Aureliano Amadei non sia riuscito a centrare con lucidità il discorso da portare avanti: il sospetto è quello che il naturale coinvolgimento nel raccontare la propria, devastante vicenda personale abbia in qualche modo influenzato la capacità del cineasta di focalizzare con precisione la base su cui poggiare la narrazione.
Analizzata la riuscita del film, bisogna poi fare un discorso più ampio - più o meno legittimo, è un giudizio personale – sull’importanza di “20 Sigarette”, racconto che viene giustamente costruito come del tutto personale e tale rimane, senza riuscire a gettare uno sguardo generale sulla guerra in Iraq e sulla partecipazione dell’esercito italiano alla missione di pace in questo Paese.
Il paragone con alcune pellicole americane è inutile, ingeneroso e se visto dal verso sbagliato anche fuorviante: se pensiamo però ad opere come “Redacted” , “Nella valle di Elah” o anche “The Hurt Locker” , tutti questi lungometraggi riescono a mostrare dietro la storia principale le conseguenze della guerra in Iraq sulla psicologia dei cittadini, e soprattutto le contraddizioni sociali e politiche dell’intervento americano in Medio Oriente.
“20 Sigarette” non sembra voler affrontare questi discorsi più vasti, oppure non ci riesce. Qualunque sia delle due ipotesi, a noi questa è sembrata un’evidente mancanza del film.
- RECENSIONE 20 SIGARETTE |
- VINICIO MARCHIONI |
- CAROLINA CRESCENTINI |
- CONTROCAMPO ITALIANO VENEZIA 2010 |
- GIORGIO COLANGELI
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