E uno dei registi piu prolifici del nostro cinema, autore di piu di sessanta pellicole di genere. E Umberto Lenzi, autore che ha ispirato Tarantino e cha sara oggetto di una retrospettiva allOstiaFilmFest.
E’ uno dei registi più prolifici del nostro cinema, autore di più di sessanta pellicole di genere. E’ Umberto Lenzi, autore che ha ispirato Tarantino e cha sarà oggetto di una retrospettiva all’OstiaFilmFest.
Ostia omaggia il regista Umberto Lenzi
E’ uno dei registi più prolifici del nostro cinema, autore di più di sessanta pellicole di genere. E’ Umberto Lenzi, autore che ha ispirato Tarantino e cha sarà oggetto di una retrospettiva all’OstiaFilmFest.
E’ innegabile, a guardare indietro alla sua opera omnia, che lo stile di Lenzi così come la sua visione d’autore siano piuttosto limitati, ma non sempre bisogna giudicare un regista in quanto “autore” che aspiri a qualcosa di più del semplice ed efficace intrattenimento. E Lenzi, nell’intrattenere il suo pubblico, ai tempi d’oro aveva ben pochi rivali.
Diplomatosi al Centro sperimentale di cinematografia nel 1956, con un cortometraggio pasoliniano dal titolo “I ragazzi di trastevere”, Lenzi (classe 1931) trova ben presto nel genere la sua vera vocazione. Inizia la sua carriera registica con alcuni film di cappa e spada e un breve ciclo salgariano, tra cui “I pirati della Malesia” con Steve Reeves. Ben presto, però, si accoda al successo della saga di “007” e firma una manciata di pellicole che scimmiottano James Bond, come “Superseven chiama Cairo” (1965). Poi è la volta dei film di guerra, sempre rientrando in un filone particolarmente fertile del genere italiano di quegli anni, che lo stesso Tarantino ha di recente omaggiato con “Bastardi senza gloria”. Tra le pellicole da ricordare ci sono “Il grande attacco”, con Henry Fonda e John Huston, e “Attentato ai tre grandi”, appunto. Quest’ultimo ha la particolarità di avere come protagonisti un commando di soldati tedeschi con la missione di uccidere Churchill, Roosevelt e De Gaulle.
Lenzi passa dunque al giallo, inventando il sottogenere del giallo erotico che molto successo riscosse negli USA. La principale trilogia che il regista firma in questo periodo della sua carriera è composta da “Orgasmo” (1969), “Così dolce… così perversa” (1969) e “Paranoia” (1970). Il passo successivo nella carriera sarà per Lenzi quello che lo consacrerà negli annali del cinema popolare italiano: con “Milano rovente” (1973) inizia la sua filmografia poliziesca. Il suo stile grezzo fatto di rapide zoomate e musica funky farà scuola, e il regista raggiungerà il suo apice con “Milano odia: la polizia non può sparare” (1974), interpretato da un intenso Tomas Milian, e “Roma a mano armata” (1976), massimo esempio del filone “commissari di ferro” di cui era star indiscussa Maurizio Merli. Con “Il trucido e lo sbirro” (1976) contribuisce a creare il personaggio di Monnezza, sempre interpretato da Milian. Lenzi è stato accusato di fascismo, per la crudezza dei personaggi ritratti nei suoi film: ma “in ‘Milano odia’ il personaggio di Tomas Millian è un vero anarchico. Io sono spesso stato etichettato come un regista di destra, ma non mi ci riconosco. Sono un libertario”.
Gli ultimi anni della carriera, Lenzi li passa a produrre una sequela di film “alimentari”, rispolverando anche, ironicamente, il filone cannibale che aveva contribuito a creare con “Il paese del sesso selvaggio” (1972): nascono così “Mangiati vivi!” (1980) e “Cannibal Ferox” (1981). Negli ultimi due anni, ha debuttato come autore di romanzi gialli, creando il detective privato Bruno Astolfi, protagonista di “Delitti a Cinecittà” e “Terrore ad Harlem”.
Intervistato da Cineblog nel 2009, Umberto Lenzi ha dichiarato, a proposito di “Attentato ai tre grandi”: “Mi fa molto dispiacere sapere che film come questo sono quasi dimenticati, è una ferita aperta”. Una ferita che per fortuna ora sarà rimarginata.
L’OstiaFilmFest si terrà dal 2 al 6 giugno 2010. Qui trovate il programma della rassegna.
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