Prime visioni sotto la pioggia per quest’ultimo fine settimana di ottobre. Fra le varie uscire, vedremo in sala direttamente dal Festival del Cinema di Roma “Pride and Glory – Il prezzo dell’onore” di Gavin O'Connor, "Il passato è una terra straniera" di Daniele Vicari, “High School Musical 3: Senior Year” di Kenny Ortega e “La banda Baader Meinhof” di Uli Edel.
Interpretato
da Colin Farrell, Edward Norton ed un bravissimo Jon
Voight, “Pride and Glory” riporta sul grande
schermo il tema della corruzione fra gli uomini in divisa, a tutela dell'ordine
e rispetto della legge. Scritto da Gavin O'Connor insieme al
fratello Gregory nel 1999,
il film esce parecchio tempo dopo: “Dall'11 settembre in poi - ha
spiegato lo stesso O'Connor - non era più il caso di mostrare i poliziotti
come persone corrotte...”.
"Il
passato è una terra straniera" fa parte dei sei film italiani in concorso al
Festival del Cinema. Per alcune scene di esplicita violenza è stato vietato ai minori di 14 anni,
ma il regista Vicari così replica: "la censura è una sopravvivenza del
Medioevo ipocrita e fallace e bisognerebbe abolirla. Su quei film vietati, io
mi sono formato da ragazzo: sono quelli più belli". Tratto dall'omonimo romanzo di Gianrico Carofiglio,
il film racconta la storia di Giorgio, studente universitario
modello, che resta affascinato da Francesco, giovane uomo vincente e
misterioso. Pian piano la vita di Giorgio si sgretola come se i 22 anni passati
nella tranquillità di una vita borghese non fossero mai esistiti e non avessero
costruito in lui nessun valore. Nel cast Elio Germano, Michele
Riondino, Valentina Lodovini,
Marco Baliani.
Diventato
quasi un fenomeno di costume per il giovane pubblico di mezzo mondo, ecco
finalmente sui nostri schermi “High School Musical 3: Senior Year”,
terzo episodio della serie già campione d’incassi negli Stati Uniti e pronto per il l'Italia in 450 copie.
Questo terzo capitolo sarà incentrato sui preparativi dello spettacolo di fine
anno: ma anche riflessioni, domande e paure per quel che riguarda i propri
progetti futuri.
Una giovane coppia si è appena trasferita in California nella casa dei propri sogni, quando diventa oggetto di persecuzione da parte del vicino di casa, il quale disapprova il loro rapporto interrazziale. Interpretato da Jay hernandez, Samuel L. Jackson e Kerry Washington questo weekend uscirà anche “La terrazza sul lago” di Neil Laute.
Cambiamo
decisamente argomento per uno dei film più attesi del fine settimana. Stiamo
parlando di "Giù al Nord" (Bienvenue Chez Les Ch'tis),
pellicola-fenomeno che detiene il record nazionale in Francia nella passata
stagione, con 21 milioni di biglietti venduti e un incasso di 140 milioni di
euro. Scritto, diretto e interpretato dal grande comico francese Dany Boon,
"Giù al Nord" racconta la storia di un funzionario delle Poste
che viene trasferito in un piccolo villaggio del nord della Francia. Costretto
ad entrare in contatto con le tradizioni locali, dovrà suo malgrado interagire
con i bizzarri abitanti del posto, gli Ch'tis.
"Volevo
ricostruire una sensazione, un sentimento. Lo stesso che da studente nel '68
vedevo intorno a me durante il Congresso sul Vietnam e il discorso di Rudi
Dutschke al Politecnico di Berlino”. Sono parole di Uli
Edel, regista de “La banda Baader Meinhof”, una delle pellicole più
costose della cinematografia tedesca basata sull'omonimo libro-documento di
Stefan Aust . Il film è incentrato sul gruppo armato che negli anni '70
dichiarò guerra a quella che definiva la "nuova faccia del fascismo:
l'imperialismo americano sostenuto dalle istituzioni tedesche nelle quali erano
ancora presenti uomini dal passato nazista" e che poi diede vita alla
RAF - Rote Armee Fraktion. Presentato al Festival di Roma nella sezione
Anteprima.
“Tutto è nato da un’idea dello sceneggiatore Fabio
Bonifacci basata su un articolo pubblicato, otto anni fa, su La Repubblica
riguardante una cooperativa di ex pazienti di un manicomio, gestita a Pordenone
dal sindacalista Rodolfo Giorgetti e dallo psichiatra Angelo Righetti.
Inventandosi dei mestieri per tutti e specializzandosi nella realizzazione di
parquet, questa piccola comunità è diventata anche un’interessante realtà
economica”. Giulio
Manfredonia così racconta la genesi del film “Si può fare” ispirato ad una
frase di Franco Basaglia, l’ideatore della legge che ha consentito al nostro paese di avere un approccio nuovo e più costruttivo con la malattia mentale. Interpretato da un cast ricco e ben amalgamato di
attori come Claudio Bisio, Giuseppe Battiston, Anita
Caprioli, Giorgio Colangeli e Bebo Storti, “Si può fare” regala ad un tema delicato come quello della
malattia mentale una rispettosa veste di commedia intelligente.


Claudio Bisio



