Al
via la lunga stagione estiva del cinema italiano che per quest’anno si propone
di mantenere i lusinghieri risultati ottenuti nel 2007. Con il thriller
catastrofico di M. Night Shyamalan e una certa elasticità nelle uscite
tra la metà e il fine settimana (11 giugno), distributori ed esercenti si attrezzano per
attirare il pubblico che non punterà solo su spiagge e bagni.
Stiamo parlando
di “E venne il giorno” diretto appunto da M. Night Shyamalan (“Il sesto senso”), regista difficilmente catalogabile ma da sempre
attento al sottile confine tra spettacolo puro e indagine psicologica.
Affidandosi al divo del momento Mark Wahlberg, Shyamalan si rifà questa
volta ai thriller catastrofici degli anni '50 in stile “L'invasione degli
ultracorpi”. Un virus letale sparso nell'aria mette in pericolo l'umanità a
partire dalle grandi metropoli, dove il pericoloso contagio induce la gente a
gesti di ordinaria follia e ad una furia omicida che diventa autodistruttiva.
Buon
ritmo e trucchi da sophisticated comedy garantiscono la riuscita di una storia
costruita su misura per due sex symbol contemporanei come Patrick Dempsey
(di fama televisiva) e l’emergente Michelle Monaghan. “Un amore di
testimone” di Paul Weiland racconta la storia di due amici per la
pelle. Almeno fin quando lui scopre che lei è la donna della sua vita e lei, in
perfetta sintonia, decide di sposare un altro chiedendo all'amico di sempre di
farle da testimone di nozze.
Una
vicenda che racconta di sentimenti, amicizia passando attraverso gli abissi
della morte e della distruzione. Così l'esordio hollywoodiano della più famosa
regista danese dell'ultima generazione, Susanne Bier: la sola donna a
poter rivendicare, in anni recenti, il titolo di reginetta della critica e del
box office allo stesso tempo. Alle prese con attori come Halle Berry e
Benicio De Toro, la Bier racconta in “Noi due sconosciuti” il lento
scoprirsi di due persone nel segno del comune legame per David Duchovny, marito
prematuramente scomparso di lei e storico amico di lui.
Fra le uscite del fine settimana anche il raffinato
noir iberico “La notte dei girasoli” di Josè Sanchez Cabezudo,
interamente ambientato in una grotta e recuperato dalla distribuzione di
qualità dopo il successo alle Giornate degli Autori di Venezia.
Nonostante il
fuorviante titolo italiano – che accomuna il film a pellicole come “American
Pie” o “40 anni vergine” – chiude la rosa dei film in uscita il
divertente “14 anni vergine” di
Christian Charles, una commedia
sullo spietato mondo dei teen-ager dove Sam (Ryan Pinkston) fatica ad
inserirsi nel gruppo dei suoi coetanei perché lontano dagli stereotipi del
vincente.



