Wang ha cercato di trasformare questa morbosa storia di sesso in un film estremo ed autoriale, ma ha fallito la prova.
"THE CENTER OF THE WORLD"
"THE CENTER OF THE WORLD"
Il giovane Richard Longman (Peter Sarsgaard) è un programmatore di computer di successo, ed alla sua età è già ricco. In più, sta per ricevere un’offerta pubblica per il suo commercio via internet, ed allora sarà a posto per il resto dei suoi giorni. Il problema di Richard è che vive soltanto dei suoi computer. Quando in un bar incontra Florence (Molly Parker), una batterista che per vivere lavora come spogliarellista, il giovane ne è immediatamente attratto. Dopo che i due si sono visti nel locale dove lei lavora, Richard le propone di trascorrere un week-end a Las Vegas, dove in cambio di diecimila dollari lui potrà godere della sua compagnia. La ragazza accetta, ponendo però determinate e ferree regole per loro rapporto di lavoro: lei si esibirà per il ragazzo soltanto in determinate ore della notte, e cioè tra le dieci di sera e le due di mattina; in più, niente sesso completo e baci sulla bocca. La prima sera tutto funziona per il meglio, e Richard rimane pienamente soddisfatto della prestazione di Florence. Il fatto però è che lui si sta innamorando della spogliarellista, e lei non fa niente per impedire che ciò avvenga; a complicare ulteriormente le cose arriva anche un’amica di lei, Jerry (Carla Cugino), che lavora come croupier ad un casinò della città e si prostituisce con un ricco magnate che però la malmena. Quando Jerry chiede aiuto finanziario a Richard, scatta la gelosia dell’altra, che caccia la sua amica troppo esuberante e desiderosa di ripagare il debito. La tensione tra Richard e Florence è ormai al culmine, e lei decide di concedersi al ragazzo; dopo l’ultima nottata passata insieme però lei interrompe il loro rapporto, dimostrandogli di essere stata con lui soltanto per denaro. La reazione di Richard, decisamente innamorato di Florence, è di puro sconforto.
Il commento
Seppur dotata di indubbio fascino visivo, dobbiamo subito affermare che “The Center of the World” è un’opera decisamente minore nella filmografia di Wayne Wang. Se di solito il cinema di questo cineasta si esalta proprio quando l’autore sceglie la semplicità del racconto, la delicatezza del tocco nella messa in scena e nella direzione degli attori, allora questo non è proprio il caso: la morbosità della sceneggiatura, la claustrofobia degli interni d’albergo, la regia tutta volta verso l’oscurità, rendono questo film non troppo convincente, proprio perché la materia trattata, ed il modo in cui viene trattata, non ci sembrano nelle corde del cineasta; proprio come nello squilibrato (ma più interessante) “Chinese Box” (id.,1997), Wang sceglie la strada impervia dell’autorialità più ostentata, che risulta invece troppo ridondante ed addirittura inutile, almeno in molte occasioni. Nel caso di “The center of the World” anche l’uso del mezzo digitale, che, ripetiamo, regala a tratti un’indubbia qualità visiva alla pellicola, sembra in altri fuori luogo, in quanto rende certe situazioni cariche di un’aura torbida e ripugnante, quando invece forse sarebbe stato necessario un maggior rigore nella messa in scena e nella regia; certo, sono scelte autoriali che non possiamo che accettare, ma che dobbiamo sottolineare anche quando ci lasciano perplessi.Infine un giudizio sugli attori: se Molly Parker risulta intrigante e disinibita la punto giusto, e ci pare adatta al ruolo, Peter Sarsgaard invece è perennemente imbambolato nella sua espressione da ragazzo buono, regalando così poca profondità ad un ruolo già troppo esile.
In sintesi
Wang ha cercato di trasformare questa morbosa storia di sesso in un film estremo ed autoriale, ma ha fallito la prova. Preferiamo decisamente il regista quando ci regala la delicatezza poetica del suo tocco, come è successo in varie altre pellicole. Brava la Parker, molto meno Sarsgaard.
Il giudizio
“The Center of the World” è un film fastidiosamente autoriale e falsamente “estremo”, tutto il torbido si trova infatti nella messa in scena e nell’uso del digitale, che in alcuni momenti del film è oltretutto inutile.
- THE CENTER OF THE WORLD |
- RECENSIONE THE CDENTER OF THE WORLD |
- FESTIVAL DI CANNES 2001 |
- PETER SARSGAARD |
- MOLLY PARKER
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