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Dopo aver esordito con Gabriele Muccino ed essersi confermata con la rivelazione “Mio fratello è figlio unico”, l’attrice francese torna alla carica con “Solo un padre”, dove ha recitato insieme a Luca Argentero. L’abbiamo intervistata in esclusiva.
Teniamola d’occhio: Diane Fleri
Dopo aver esordito con Gabriele Muccino ed essersi confermata con la rivelazione “Mio fratello è figlio unico”, l’attrice francese torna alla carica con “Solo un padre”, dove ha recitato insieme a Luca Argentero. L’abbiamo intervistata in esclusiva.
Buongiorno Diane, un anno fa, hai recitato in “Mio fratello è figlio unico”. Quanto è stato importante questo film per te e per la tua carriera?
Sicuramente è stato il film che mi ha fatto conoscere e mi ha lanciato. Per la prima volta mi sono resa conto di potere forse fare di questa passione un lavoro. Questo è ciò che voglio fare nella mia vita. Con quel film ho capito quanto amo e quanto mi piace recitare. Mi ha permesso di avere un ruolo importante, di lavorare con un bravissimo regista Daniele Lucchetti e con due attori come Scamarcio e Germano al mio fianco dai quali ho potuto attingere moltissimo.
Ti capita mai di rivederli?
Sì, certamente. E mi fa sempre molto piacere perché con entrambi c'è stato un ottimo rapporto anche se io ho lavorato in particolare con Scamarcio in quel film. È inevitabile che ognuno segua le proprie strade… ma chissà, sarei molto contenta se un giorno avessimo la possibilità di lavorare di nuovo tutti insieme.
Parliamo un momento del tuo primo ruolo, quello in “Come te nessuno mai”…
In quel film ero la ribelle incazzata che faceva parte del consiglio di istituto della scuola che occupava Silvio Muccino. Ero un totale maschiaccio con la kefia e la giacca di pecora, che dava ordini e mandava a quel paese tutti, anche un commissario. In pratica, in quel ruolo sono sempre incazzata nera e tiro fuori il peggio di me!
Che ricordi hai di Gabriele Muccino su quel set?
Solo ricordi bellissimi. Con me è sempre stato molto carino, e io ero solo una ‘bimba’. Mi sono divertita tantissimo in quella atmosfera con tutti ragazzi, con un regista che ci lasciava molta libertà ma che ci faceva anche rigare dritto. Ho un bellissimo ricordo, molto dolce.
Parliamo di questo nuovo film, “Solo un padre” diretto da Luca Lucini…
A livello commerciale è sicuramente il film più importante che ho fatto, almeno tra quelli usciti. Per me è stata un'esperienza molto forte sul set perché c'era un'atmosfera magica che ha accompagnato tutta la lavorazione e che spero si rifletta nel risultato finale. Ho avuto la fortuna di lavorare con Luca Lucini e Luca Argentero che sono ‘due Luca’ molto validi. Due uomini che hanno la capacità di avere sia il lato maschile, virile, ma anche una sensibilità più simile a quella delle donne. Una sensibilità che come persone hanno anche nella vita, quindi sia sul set che fuori è molto facile e bello lavorare con loro. Sono due persone complete, sono uomini maturi e per me è stato molto interessante. Per nulla banale.
Il tuo ruolo nel film è quello di una donna piena di vita. Come ti sei avvicinata al personaggio?
Questo è un ruolo con tanti lati che mi appartengono. Il mio personaggio è solare, curioso, ha voglia di vivere e tutto questo fa parte della mia persona. Nel film sono una francese, anche se oramai a me di francese mi è rimasta solo la 'r' moscia, e quindi ho utilizzato la nazionalità soprattutto per il linguaggio, per il modo di parlare del personaggio. Tanto che a Torino, dove abbiamo girato, ho lavorato con una ragazza francese per tirare fuori maggiormente un linguaggio adatto. Questo è l'unico lavoro a livello di costruzione vera e propria che ho fatto per il personaggio.
Adesso sei sempre di più sul grande schermo, presto ti rivedremo anche in "Io sono l’amore" di Luca Guadagnino…
Una esperienza completamente diversa da quella che invece ho vissuto sul set di “Solo un padre”. Questa volta mi sono dovuta scoprire. Ho dovuto tirare fuori delle parti di me che non conoscevo, affrontare emozioni intime, mostrare ciò che non sapevo di avere. E' stato un lavoro di ricostruzione più che di costruzione.
E poi dove ti rivedremo?
Ho appena terminato un cortometraggio intitolato “L’autostop”, diretto dai Fratelli Godano. Anche questa volta ho recitato insieme alla mia amica Claudia Pandolfi che ha un ruolo importantissimo in “Solo un padre”.
Cosa ti piace del cinema francese? E ti piacerebbe lavorare anche per quelle produzioni in Francia?
Sono molto consapevole di essere per metà francese, tanto che ho bisogno di ritornare ogni anno per un po' di tempo nella mia Bretagna. A recuperare le mie radici e staccarmi dall'Italia un po'. Il cinema francese ha una capacità di usare i silenzi, di usare le atmosfere molto forte che a volte è maggiore, sotto questo aspetto, al cinema italiano. Almeno, diciamo, agli ultimi film italiani realizzati. Per esempio il film di Lucini in questo fa eccezione, le atmosfere contano moltissimo.
Parliamo proprio di titoli francesi. Cosa ti è piaciuto di recente?
Se devo dire dei titoli francesi che mi hanno colpita in particolare, ultimamente almeno, direi “Il favoloso mondo di Amelie” perché è una favola demenziale con un regista delirante. E' anche un tipo di film che a me piacerebbe molto fare perché sono ancora molto legata alla favola. C'è qualcosa nella magia che mi conquista e vorrei che ce ne fosse sempre un po' in ogni film che si fa. E se devo dire il nome di un'attrice incredibile che ammiro moltissimo: Isabelle Huppert.
Diane Fleri arriverà sugli schermi con “Solo un padre” da venerdì 28 novembre. La pellicola è distribuita dalla Warner Bros.
- DIANE FLERI INTERVISTA |
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