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Una volta c'erano le trilogie, ma ora Hollywood ha capito che se gli affari vanno bene, è meglio andare all-in. Da “Pirati dei Caraibi” a “Mission: Impossible”, ecco tutti i quarti capitoli in arrivo

Showbiz: i poker di Hollywood

Una volta c'erano le trilogie, ma ora Hollywood ha capito che se gli affari vanno bene, è meglio andare all-in. Da “Pirati dei Caraibi” a “Mission: Impossible”, ecco tutti i quarti capitoli in arrivo

L'eredità del “Signore degli anelli” è qualcosa che non si può misurare solo dal punto di vista prettamente artistico. Certo, Peter Jackson ha influenzato a destra e a manca le nuove leve dei registi, con il suo stile spettacolare, i combattimenti interminabili e i campi lunghi in cui immensi eserciti computerizzati si davano battaglia, replicati poi regolarmente in qualsiasi film epico/fantasy degli ultimi dieci anni. Ma, dicevamo, l'eredità della saga di Jackson sta anche nel formato “trilogia”, che ha attecchito nell'ultimo decennio come mai aveva fatto prima: neanche George Lucas con ben due trilogie di “Star Wars” era riuscito a convincere gli executives di Hollywood a investire in archi narrativi a lungo termine. Dopo “La Compagnia dell'Anello”, al contrario, iniziò la corsa alla tripletta: gli Studios proponevano a cast e registi contratti per tre pellicole, e il cliffhanger diventava una prassi anziché un'eccezione. Pensiamo solamente a “Spider-Man”, “X-Men”, “I Pirati dei Caraibi”. Pensiamo a “Bourne”, e ancora a “Matrix” (che per la verità precede leggermente il trend) e “Underworld”. Non solo personaggi e universi collaudati garantivano incassi sicuri, ma la prospettiva dei box DVD non poteva che far venire l'acquolina in bocca ai reparti marketing.

Die Hard: Vivere o morire

Ora, l'era della trilogia sembra volgere rapidamente al termine, sostituita da una nuova fase che potremmo definire “del Poker”. Già: perché limitarsi a tre film? Se gli incassi non calano e gli attori ci stanno, cosa impedisce di giocare la carta vincente di un quarto capitolo? E' quello che si sta facendo da un paio d'anni a questa parte, precisamente a partire da “Die Hard – Vivere o morire”, che vedeva il ritorno di John McClane (Bruce Willis), in versione edulcorata. Nonostante un'accoglienza pressoché negativa da parte dei fan di vecchia data, la scommessa sul “vecchio John” si rivelò vincente per la Fox, che a fronte di un budget di 110 milioni ne incassò più del triplo. L'anno dopo, “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” proseguì il trend dei vecchi eroi, incassando nel mondo più di 786 milioni di dollari. Non male per un vecchietto tornato in azione dopo quasi vent'anni.

Johnny Depp è Jack Sparrow in Pirati dei Caraibi

Insomma, spezzato l'incantesimo delle trilogie era tempo di fare spazio ai quarti capitoli: “Terminator” e “Shrek” non si sono fatti attendere, e presto arriveranno i nuovi “Pirati dei Caraibi” e “Mission: Impossible”. Il primo era praticamente inevitabile, dato che “La maledizione del forziere fantasma” e “Ai confini del mondo”, rispettivamente secondo e terzo episodio delle avventure di Jack Sparrow, si sono piazzati al quarto e al nono posto nella classifica degli incassi di tutti i tempi. Gore Verbinski non tornerà alla regia di “On Stranger Tides”, ma in fondo è sufficiente aver richiamato la star principale, Johnny Depp. “Mission: Impossible IV” è un altro discorso: la serie ha sempre invitato nuovi autori ad ogni capitolo, e anche se stavolta J.J. Abrams tornerà come produttore, la regia è stata affidata a Brad Bird, con la prospettiva di aprire una nuova era che veda il pensionamento dell'Ethan Hunt di Tom Cruise in favore di nuove star e incassi sempre più vertiginosi.

Spy Kids

Altre franchise a raggiungere il poker nei prossimi anni saranno quella di “Underworld” – con un nuovo episodio che si ricollega al secondo e vede il ritorno di Kate Beckinsale, ma non di Len Wiseman – e “Bourne”, la cui quarta iterazione sarà “The Bourne Legacy”, diretta da Tony Gilroy senza però Matt Damon. Non c'è tre senza quattro anche per “Spy Kids”. Assurdo? Neanche tanto, se si pensa che con spese nell'ordine dei 30 milioni di dollari, Robert Rodriguez è sempre riuscito a incassare il triplo, con una punta di 197 milioni per “Spy Kids 3”. Gli affari, come si dice, sono affari.

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