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In Italia ancora non è molto conosciuto ma intanto Shia LaBoeuf sta inanellando solo film di successo: "Bobby", "Disturbia", "Trasformers" e nel 2008 sarà il figlio di Indiana Jones

Una Shia di successo

In Italia ancora non è molto conosciuto ma intanto Shia LaBoeuf sta inanellando solo film di successo: "Bobby", "Disturbia", "Trasformers" e nel 2008 sarà il figlio di Indiana Jones

Senza dubbio il 2007 sarà l’anno di Shia La Boeuf e, se per molti di voi questo nome non vuol dire ancora nulla, non resta che aspettare la torrida estate, quando sugli schermi di tutto il mondo calerà il “gelo” meccanico di "Transformer", ultimo Blockbuster targato Michale Bay, quello di "Armageddon". 

Allora, siamo certi, partirà frenetico il delirio di massa e troveremo folle urlanti di ragazzine invocare il nome di Shia. Classe 1981, nato e cresciuto in California, Shia La Boeuf si sta seriamente candidando al ruolo di nuovo sex symbol planetario, con una manciata di titoli acchiappa pubblico ed un fascino sbarazzino. Viste le sue origini, non poteva non fare l’attore, dal momento che suo padre era clown professionista in un circo e la madre ballerina, e, come lo stesso Shia afferma,  “sono l’ultimo di una generazione di persone che hanno speso la loro vita sulle tavole di un palcoscenico e rollando hashish”. La sua famiglia sembra davvero uscita da un film di James Waters, infatti, le leggende raccontano di quando lui a dieci anni ha fumato, assieme al padre, il primo spinello, e di come, per sfuggire al degrado di una famiglia sfasciata, abbia iniziato ad esibirsi con  “dirty monologues” nei club underground di Los Angeles.

Anche la religione l’ha aiutato molto, essendo ebreo, ed è stata spesso oggetto dei suoi show. Inizialmente il suo sogno non era quello di fare l’attore, ma ha intrapreso questa carriera quando si è reso conto che poteva essere l’unico modo per sfuggire dalle crisi isteriche dei genitori, e così si è iscritto alla  32nd Street Visual and Performing Arts Magnet di Los Angeles. Successivamente è stato anche accettato a Yale ma “ il tipo di istruzione che mi serve non si apprende in scuole come quella” ha dichiarato, quando un giornalista gli ha chiesto perché non ha preso la laurea, essendo stato ammesso in una delle università più importanti sulla terra. Paradossalmente, Shia ha iniziato la sua carriera seguendo le orme di idoli del pop, come Britney Spears e Justin Timberlake, ovvero gravitando intorno al Disney Channel, dove nel 2000 fa la sua prima apparizione nel programma, day time, Even Stevens, che lo conduce dritto dritto a ricevere il suo primo premio: l’Emmy. Ma la rassicurante famiglia di Topolino &co non fa per lui e compare, ben presto, in alcuni sketchs del dissacrante The Jani Leno Show, dove riscuote un notevole successo.

Archiviata la Disney con il film "Holes", Shia fa il suo ingresso nella gabbia dorata di Hollywood con una parte nell’horror "Constantine". È il 2005, critica e pubblico iniziano a notarlo, tanto che Emilio Estevez gli affida una piccola parte nel suo film corale "Bobby". Nel ruolo di un giovane drogato, Shia regala una performance ad alto tasso di testosterone, comparendo nudo per quasi 12 minuti di film, facendo la felicità delle sue ammiratrici, dal momento che “…non mi andava di essere ricordato come quello che lavorava alla Disney. Lì è tutto fantastico, ma un attore deve sperimentarsi...”.

Ma la parte che lo consacra definitivamente è quella del giovane protagonista in "Guida per riconoscere i tuoi santi", dove con fascino e bravura riesce a tenere il confronto con “mostri”come Chazz Palminteri e Dianne Wiest. Il film ha notevole seguito in parecchi festival tra cui Venezia e Il Sundance.

Il suo ruolo più recente è in "Disturbia", una sorta di remake in chiave iper moderna del capolavoro di Alfred Hitchcok "La finestra sul cortile", dove interpreta un giovane rinchiuso in casa, sotto arresto, per aver pestato un professore a scuola. La critica ha subito trovato un paragone : Shia LeBeuf come Dustin Hoffman. Naturalmente il giovane rimane lusingato, ringrazia, ma non si monta la testa. E come potrebbe, visto che è molto più maturo dell’età che ha dato che ha persino messo su casa da solo a soli 18 anni. Vive con due cani, adora la musica Hip Hop e attualmente viene considerato un single incallito e guascone, che vive nel mito dei suoi idoli, ovvero, Jodie Foster, John Turturro e, naturalmente, Dustin Hoffman.

Dopo il sicuro successo di "Transformers", i robot macchina che facevano proseliti negli anni 80, l’attende un set impegnativo e leggendario: "Indiana Jones IV". Davvero un bel colpaccio per uno che ha iniziato come comico in bar di terz’ordine e ora si ritrova figlio del mitico Harrison-Indiana-Jones.
 

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