Indossa quasi sempre giacca scura e cravatta,
occhiali da sole e ha la solita aria tranquilla: a prima vista il suo aspetto è
quello di una persona comune, certamente non quello che ci si aspetterebbe da
un regista di fama mondiale.
Non riusciremo mai a credere che quest’uomo sia il padre della serie La Casa,
il cui protagonista lottava contro gli spiriti maligni, armato di motosega. E
nemmeno colui che, dopo anni di battaglie legali per ottenere i diritti, è
riuscito a fare volare Spider-Man per i grattacieli di New York.
Ma si tratta proprio di Sam Raimi, che sul set ama vestire in questo modo per rendere omaggio al maestro del thriller, Alfred Hitchcock!
Raimi è uno dei pochi fortunati che è riuscito a sfondare ad Hollywood semplicemente coltivando le sue passioni: aveva solo 21 anni quando, nel 1981, in compagnia di qualche amico e con una manciata di soldi, girò La Casa, un horror destinato a divenire un cult immortale. Nei primi anni ‘80, si verifica un altro evento importante, quando il regista va ad abitare, in compagnia di due fratelli altrettanto “schizzati” che rispondevano al nome di Joel ed Ethan, meglio conosciuti come i fratelli Coen.
Ad oggi, le filmografie di entrambi Raimi e i Coen
tendono spesso ad imitarsi, incrociarsi e, a volte, collaborare insieme: è il
caso di Mr.Hula Hoop, che i tre hanno scritto a sei mani.
Dopo aver mostrato case stregate, guerre contro armate di scheletri ed aver fatto di Sharon Stone la pistolera più sexy nel western più bizzarro della storia del cinema, nel 1998 arriva la svolta.
Raimi toglie il piede dall’acceleratore e dal genere horror per esplorare temi più interiori, ma altrettanto macabri ed inquietanti, con il thriller psicologico Soldi sporchi. Nel film, gli abitanti di una tipica cittadina americana diventano dei mostri di avarizia, disposti a tutto (compreso l’omicidio) per una valigia piena di soldi. La provincia americana ritrova Raimi, due anni dopo, con il thriller paranormale The Gift, in cui una grandissima Cate Blanchett interpretava una madre di famiglia che si guadagnava da vivere con i suoi poteri di chiaroveggenza.
Altra operazione riuscita è il viaggio del regista nel genere sentimentale: Gioco d’amore è un melodrammone che risponde a tutti i cliché, ma dove possiamo anche trovare la tipica firma del regista, al servizio di una storia d’amore (perfino la folla, esaltata allo stadio, mette paura quanto gli spiriti de La casa!).
Con i film dell’Uomo Ragno, il regista ha raggiunto il successo planetario: chi può infatti negare che la serie di Spider-Man non sia l’adattamento più riuscito del genere fumettistico?
La leggenda vuole che il nostro Sam sia stato l’unico in grado di realizzare questa missione impossibile, riuscendo a soffiare la poltrona del regista perfino a James Cameron: sin da bambino, infatti, Raimi aveva la figura di Spidey dipinta sul muro della sua stanza.
Il primo tentativo con i fumetti risale al 1990 quando, grazie ai soldi della Universal e non potendo accaparrarsi i diritti dell’Uomo Ombra, Raimi ci ha colpiti, creandosi il suo supereroe personale: il mostruoso Darkman, eccezionale film, precursore di Spider-Man.
Oggi, senza mai abbandonare le sue tecniche, i suoi sfrenati movimenti di camera, e lo humour nero dei suoi film, il regista è riuscito a conquistare un pubblico di adulti e bambini.
Dando il benvenuto a Spider-Man 3 e augurandoci che se proprio la saga debba continuare, i produttori si assicurino la sua presenza al timone, proviamo ad immaginare il grande Sam Raimi, non con la solita divisa che porta sul set, ma con l’uniforme dell’Uomo Ragno: perché è proprio lui il vero supereroe!


Sam Raimi



