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Spesso si usa l'appellativo di Araba Fenice per quelle persone che sono riuscite a risalire dal baratro in cui erano cadute. Fra i tanti casi il più accreditato è Robert Downey Junior

Il fascino sottile di un araba fenice

Spesso si usa l'appellativo di Araba Fenice per quelle persone che sono riuscite a risalire dal baratro in cui erano cadute. Fra i tanti casi il più accreditato è Robert Downey Junior

Spesso si usa l’appellativo di Araba Fenice per quelle persone che sono riuscite a risalire dal baratro in cui erano cadute. Di esempi lampanti ce ne sono tantissimi, ma pochi, a dire il vero, sono quelli legati alla fabbrica dorata di Hollywood, troppa severa e troppo bacchettona nel perdonare alcuni eccessi, basti pensare alla povera Winona Ryder,  lontana dal grande schermo da troppo tempo. Ma di tanti maledetti, di tanti che hanno vissuto per l’eccesso e in onore di quello, c’è ne uno che può essere effettivamente definito L’Araba Fenice: Robert Downey Junior.

Non  ha la popolarità di Colin Farrell o di Brad Pitt ma, senza dubbio, appena lo si vede sullo schermo lo si riconosce, dal momento che, lo buca in maniera impressionante.

Nato nel 1966, inizia fin da bambino a frequentare i set cinematografici; suo padre, Robert Downey senior,  è uno dei registi di punta dell’underground americano, mentre sua madre, Elsie Ford, fa l’attrice. 

Trascorre l’infanzia viaggiando tra New York e Londra e inizia a prendere parte ad una serie di recite scolastiche. Ad un passo dal diploma decide di abbandonare tutto per andare a vivere con sua sorella a New York, lasciando il padre, da solo, a Los Angeles. Sul set di Firstborn, di Michael Apted,  incontra una vera newyorkese doc, Sarah Jessica Parker, con cui inizia ad uscire: dopo otto settimane vanno a vivere insieme.

Il suo talento fuori dal comune gli permette di entrare, a soli venti anni, nel cast dello storico Saturday night live, dove rimarrà  per un anno, tempo perfetto  per  farsi notare e per raggiungere il plauso della critica. Con Al di là di tutti i limiti la critica ed il pubblico non posso più snobbarlo: nel ruolo di un tossicodipendente, Robert Downey Junior riesce a dimostrare una qualità d’attore sorprendente e fuori da ogni standard. E solo il 1987 ma, dopo pochi anni, arriva il ruolo della consacrazione. Sir Richard Attemborough lo nota e gli propone un ruolo difficilissimo, agognato da tantissimi attori, per la controversa biografia su Charles Chaplin. Chaplin non ottiene  critiche entusiastiche ma permette a Robert una candidatura agli Oscar e ai Golden Globes come miglior attore protagonista.

Successivamente, il maestro Robert Altman gli propone il ruolo del pazzo nel suo capolavoro America Oggi.  È tempo di cambiamenti per Downey Junior  e anche di tagli. Il primo è con Sara Jessica Parker, dopo sette anni di convivenza, il secondo è con una vita più equilibrata: inizia a fare uso di sostanze stupefacenti.

Dopo un incontro lampo (come sempre nel suo stile) sposa Deborah Falconer, modella ed attrice, e da questa relazione nascerà  suo figlio Indio. Compare in svariate pellicole, nulla di importante artisticamente parlando, e da ricordare rimangono solo  Restoration di Michael Hoffman e One night stand di Mike Figgis, in cui interpreta un malato di Aids con la sua consapevole e smisurata bravura. Ma la droga non perdona nessuno e soprattutto sembra non avere vie di scampo.

Abituale consumatore di tutto quello che ci possa essere di lecito e illecito, Robert Downey Junior viene arrestato nel 1996 per guida in stato di ebbrezza e possesso di eroina. Per la perbenista Hollywood  è troppo, da tempo si vociferavano strane storie sulle passioni di Robert, ma stavolta era esploso un vero e proprio scandalo. Inizia da qui la scalata agli inferi con svariati arresti e fughe continue dai centri di disintossicazione, ma, se la sua vita privata è a pezzi ( divorzia dalla moglie), quella professionale è in rialzo. Diviene guest star fissa della serie tv di successo Ally MacBeall, e viene scelto da Neil Jordan per il suo thriller In dreams. Su questo set viene seguito da una scorta di poliziotti che, a fine giornata, lo riportano in prigione.

Ne 2000 viene scelto da Curtis Hanson nel delizioso Wonder Boy e da qui Hollywood sembra iniziare a perdonare e dimenticare. Nel 2002 un giudice della California attesta che l’attore è stato lontano dalle droghe per un periodo di ben 14 mesi. Il perido nero sembra terminato. Da qui, la sua seconda vita come una vera Araba Fenice, in cui non solo il cinema ma anche la musica lo decreta cavallo di razza, con l’album The Futurist. Non vende moltissimo, ma per gli estimatori della buona musica rappresenta un must.

Galeotto fu il set di Gothica, horror dimenticabile con Halle Berry e Penelope Cruz, perché conosce e si innamora di della produttrice Susan Downey

Tra il 2004 e il 2006 Robert Downey Junior lavora come un dannato e in ottimi film: Good Night Good Luck di  George Clooney, un episodio di Eros per la regia di Soderbergh, fino ai recenti Guida per riconoscere i tuoi santiKiss Kiss Bang Bang e Zodiac. Qui, diretto dal luciferino David Fincher e coadiuvato dal bravissimo Mark Ruffalo, l’attore regala una delle sue migliori interpretazioni, quella del cronista del San Francisco Cronicle impegnato a scoprire l’identità di un temibile assassino. Sarà la grandezza del film, sarà la bravura del regista, ma l’interpretazione di Downey Junior è davvero da applauso: con un fremito delle labbra regala grandi emozioni, con un particolare svela un intero personaggio.

Correre a vedere questo film è un dovere, come un dovere è attendere ancora il meglio da quest’attore che presto vedremo in Lucky You di Curtis Hanson accanto ad Eric Bana, Charlie Bartlett di John Boll, The Iron Man di Jon Favreau e in Tropic Thunder diretto da Ben Stiller e scritto dai fratelli Coen.

Pochi sono come lui, anzi è unico, perché come un vero mostro sacro sa rialzarsi da ogni tipo di cenere, sa ricrearsi e reinventarsi un carriera che la droga aveva posto sul viale del tramonto, sa essere unico, e questo non è poco. Signori e signore, Robert Downey Junior è tornato, anzi, è risorto dalle proprie ceneri!
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COMMENTI:
  • Elisabetta
    giovedì 13 novembre 2008
    ore 20:01
    Complimenti davvero : splendido articolo per uno splendido interprete,assolutamente unico. Elisa
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