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Il film getta una luce meno mitica e più realistica sulla nascita di uno dei più grandi film della storia del cinema.

"RKO 281 - La vera storia di Quarto potere"

Il film getta una luce meno mitica e più realistica sulla nascita di uno dei più grandi film della storia del cinema.

Alla fine degli anni ’30 il giovane Orson Welles (Liev Schreiber), già unanimemente considerato un genio dello spettacolo dopo il successo radiofonico de “La Guerra dei Mondi”, viene messo sotto contratto dalla major hollywoodiana RKO, a capo della quale si trova George Schaefer (Roy Scheider), disposto a concedergli piena libertà artistica nella creazione di un lungometraggio. Dopo mesi trascorsi invano alla ricerca di un soggetto valido, Welles e Herman Mankiewicz (John Malkovich), suo amico sceneggiatore, vengono invitati ad una cena di gala nella sontuosa dimora del magnate dell’editoria William Randolph Hearst (James Cromwell). Durante il convito il regista ha la possibilità di osservare e conversare con il vecchio padrone di casa e la sua più giovane amante Marion Davies (Melanie Griffith). Welles decide all’istante di voler girare un film sulla vita di Hearst e commissiona a Mankiewicz una sceneggiatura. Quando però iniziano le riprese, lo scrittore si accorge che l’amico regista ha completamente rimaneggiato e stravolto il manoscritto, estromettendolo dall’operazione: lo scontro tra i due è inevitabile, salvo però risanarsi dopo il pentimento di Welles. Dopo aver girato “Citizen Kane” (il titolo originale di “Quarto Potere”) in maniera del tutto geniale e dispotica, l’autore è costretto ad esporsi al giudizio della stampa con le prime proiezioni private: ad una di queste assiste Louella Parsons (Brenda Blethyn), giornalista scandalistica alle dipendenze di Hearst, che avverte subito il magnate. Da questo momento l'editore userà tutta la sua potenza politica ed economica per impedire l’uscita del film, sentendosi defraudato dal vedere la sua vita privata esposta senza ritegno al pubblico ludibrio.

Il commento
Girato originariamente per la televisione americana, questo “RKO 281” (il numero di realizzazione del progetto di “Quarto Potere”) è comunque un’opera senza dubbio adatta anche a passare sul grande schermo. Il ritmo della narrazione e la regia spigliata infatti ben si adattano ad un tipo di pubblico diverso da quello televisivo: certo, qua e là, spunta la matrice originaria dell’operazione, ma il risultato è comunque piuttosto convincente. Benjamin Ross, già autore dell’interessante “Il Manuale del Giovane Avvelenatore”, dirige questa vicenda con mano sicura e determinata, puntando soprattutto su inquadrature veloci e ritmante, e lasciando grande spazio di azione ai bravi attori. Schreiber e Malkovich sono infatti molto spiritosi e convincenti nei loro ruoli, anche se vengono surclassati dalla bravura di James Cromwell nell’interpretare la figura tragica e misogina di Hearst. Anche i caratteristi di contorno, come la Griffith o il redivivo Roy Scheider, contribuiscono non poco a rendere questa pellicola un prodotto di buona qualità. Interessante l’ambiguità di fondo con cui vengono tratteggiati tutti i personaggi apparsi sulla scena: il film non vuole infatti dare un giudizio di merito sulla contesa tra i due uomini, anzi raffigura entrambi come due persone estremamente determinate e autoritarie fino all’esagerazione, in definitiva due caratteri molto simili. Nessuno alla fine esce dalla contesa come immacolato paladino di giusti principi, neppure il genio di Welles.

In sintesi
Prodotto di origine televisiva che però ben si presta a passare sugli schermi cinematografici, soprattutto grazie alla regia sciolta di Benjamin Ross. Gli attori sono tutti convincenti, con una menzione speciale per il bravissimo James Cromwell.

Il giudizio
Ben diretto e interpretato, il film getta una luce meno mitica e più realistica sulla nascita di uno dei più grandi film della storia del cinema.
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HIGHLIGHTS

  • Django Unchained - Jamie Foxx e Leonardo DiCaprio
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