Dopo
il cocente flop di "The Island" (id., 2005) Michael Bay
aveva urgente bisogno di un nuovo successo al botteghino, possibilmente
accompagnato da un'accoglienza positiva da parte della stampa. Niente di meglio
quindi che affidarsi al "re Mida" Steven Spielberg, cioè colui
che meglio conosce ad Hollywood i meccanismi e le esigenze dell'industria del
cinema americana.
Sotto la tutela della Dreamworks è dunque nato questo "Transformers"
(id., 2007), e c'è immediatamente da dire che l'effetto sull'opera è notevole:
i fattori che maggiormente sono migliorati rispetto alle precedenti pellicole
di Bay sono prima di tutto la solidità della sceneggiatura, stringata al punto
giusto e capace di dotare tutti i personaggi delle necessarie sfaccettature (in
proporzione ovviamente al fatto che si tratta di un blockbuster). Il secondo
fattore è una stringatezza di fondo che rende estremamente funzionali sia il
ritmo interno all'opera che la messa in scena, come al solito poderosa ma non
tronfia e strabordante come in passato: certo, il tasso di testosterone è
sempre elevato, ma vi sono anche molti momenti di distensione del tono che si
rivelano efficaci nell'equilibrio e tutto sommato anche divertenti.
Michael Bay ha senza dubbio realizzato il suo film
migliore, regalandoci due ore e un quarto di spettacolo cinematografico ad
altissimo tasso di adrenalina; ad aiutarlo una serie di effetti speciali che
finalmente tornano ad essere sorprendenti, oltre che assolutamente
spettacolari.
Anche
sotto il punto di vista strettamente tecnico, il film possiede una sua sobrietà
- mai ci saremmo aspettati di adoperare questo termine per un film di Michael
Bay! - che lo rende funzionale e preciso: dal montaggio mai esageratamente
accelerato, alla fotografia elegante, tutto concorre a fare di "Transformers"
la vera sorpresa di questa estate di cinema, almeno per quanto riguarda le
pellicole ad altissimo budget e destinate a fagocitare gli incassi del pubblico
estivo.
Altra sorpresa sono poi gli attori, soprattutto il giovane protagonista
Shia LaBoeuf che dimostra maturità unita ad una spiccata dose di
autoironia. Accanto a lui vanno segnalate l'avvenenza di Megan Fox ed un
John Turturro spassosissimo.
In un momento di cinema hollywoodiano in cui sembra
proprio che la forma filmica delle produzioni mainstream stia esplodendo in
opere esorbitanti e faticose da controllare – vedi soprattutto il farraginoso “Spider-Man
3” (id., 2007) e l’esagerato “Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo”
(Pirates of the Caribbean: At World’s End, 2007) – appare quanto meno
sorprendente trovarci invece di fronte ad un film di Michel Bay che
funziona sopratuttto in virtù di un puntualità narrativa ed una lucidità
estetica in questo caso ammirevoli.
“Transformers” è di gran lunga il
miglior lungometraggio di questo periodo destinato al grande pubblico, e merita
sen’altro il successo al botteghino. La coppia Spielberg/Bay, sulla carta
suscettibile di dubbi in principio giustificati, ha invece funzionato alla
perfezione e smentito totalmente gli scettici.


Shia LaBeouf
Megan Fox
Steven Spielberg
Michael Bay
John Turturro




giovedì 5 luglio 2007
ore 21:21
venerdì 29 giugno 2007
ore 10:00