“The Bridge”, “Il Ponte”: è il Golden Gate Bridge di San Francisco, opera inclusa nell’elenco delle sette meraviglie moderne e scenario di oltre 1500 suicidi dal giorno della sua inaugurazione. Lo sconvolgente documentario di Eric Steel, presentato al Cinema Rome Film Fest 2006, percorre un doppio binario: da una parte il ponte, gigantesco, titanico, scenario del dramma umano dei suicidi; dall’altra le testimonianze dei parenti e degli amici, persone che tentano di raccontare, di spiegare, di dare un senso a qualcosa di terribile e inesplicabile.
Il regista Eric Steel e la sua troupe hanno filmato il
ponte per un intero anno, il 2004, riprendendolo quotidianamente per quasi
tutto il tempo consentito dalla luce diurna e registrando l’altissimo numero di
suicidi avvenuto nell’arco dell’anno: ventiquattro. Una macchina da presa era
fissa e inquadrava la struttura nel suo complesso, mentre una seconda macchina,
dotata di un potente teleobiettivo, era manovrata da un operatore. Con
quest’ultima è stato possibile filmare le singole persone che attraversavano il
ponte a piedi o in bici, i turisti che facevano le foto, i maniaci del fitness
che si allenavano, gli aspiranti suicidi che cercavano il coraggio di saltare.
Alcuni si appoggiavano alle ringhiere e basta; altri scavalcavano ma venivano
salvati; altri ce la facevano. Si buttavano. “The Bridge” cerca di fare luce su
uno degli angoli più bui e impenetrabili dell’animo umano, indagando su uno dei
tabù più spinosi attraverso immagini viscerali, di forte impatto visivo.





