“La terza madre”, ultimo capitolo della trilogia dedicata alle streghe, iniziata con “Suspiria” e portata avanti con “Inferno” dal maestro dell'horror Dario Argento
Halloween d'Argento
“La terza madre”, ultimo capitolo della trilogia dedicata alle streghe, iniziata con “Suspiria” e portata avanti con “Inferno” dal maestro dell'horror Dario Argento
A tre anni dal deludente “Il cartaio” torna al cinema uno dei maestri riconosciuti dell’horror e del thriller italiano, Dario Argento. Sceglie di farlo chiudendo la trilogia dedicata alle streghe, iniziata con “Suspiria” (id., 1977) e portata avanti con “Inferno” (id., 1980).
“La terza madre”, interpretato nel ruolo principale da sua figlia Asia – alla quarta pellicola girata col padre – conferma purtroppo che il “maestro” non possiede più la presa che un tempo aveva sul pubblico. Ciò e probabilmente dovuto al fatto che Argento sembra essere rimasto troppo legato al modo di fare cinema che ne ha segnato le opere migliori, quelle realizzate tra la seconda metà degli anni ’70 e la prima del decennio successivo. Un certo tipo di messa in scena, che molto punta su alcuni stilemi basilari e se vogliamo “grezzi” dell’horror, è un tratto distintivo di questo autore, ma è anche un modo di concepire tale genere che sembra ormai del tutto superato. E’ già molto tempo che Argento non sembra riuscire a rinnovare la sua visione cinematografica, e si arrabatta tra pessime sceneggiature e lungometraggi molto poco coinvolgenti.
“La terza madre” soffre fondamentalmente di questo problema, e di conseguenza non aggiunge molto a quanto esplicitato dai migliori titoli della filmografia del cineasta. E’ un vero peccato, perché in molti momenti la sincerità e l’ispirazione di Argento in questo film sembravano essere ritrovati. Almeno a livello formale infatti questo lavoro denota un netto miglioramento rispetto agli ultimi, sciatti progetti: la fotografia Frederic Fasano ad esempio getta una luce tetra e convincente su una Roma tenebrosa ed angosciante; anche il lavoro sulle scenografie oppressive rispecchia un certo gusto visivo che Argento ha sempre dimostrato nei confronti dei setting delle sue pellicole più famose. Purtroppo a tradire definitivamente anche questa sua ultima fatica è ancora una volta uno script che parte abbastanza bene per poi naufragare in una serie illogica di eventi e situazioni che non portano da nessuna parte, e che soprattutto non fanno paura.
Tutto sommato “La terza madre” risulta non tanto un film totalmente brutto, quanto un’evidente occasione mancata (l’ennesima?) per tornare ai fasti ed ai livelli cinematografici di un tempo.
- RECENSIONE LA TERZA MADRE |
- TRILOGIA HORROR ARGENTO |
- TRILOGIA STREGHE |
- FOTOGRAFIA FREDERIC FASANO |
- ASIA ARGENTO
HIGHLIGHTS
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