Con la straordinaria trilogia aperta da “Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello” (Lord of the Rings: the Fellowship of the Ring, 2001) Peter Jackson ha aperto ed indirizzato una nuova strada al fantasy. Il problema principale è che, date le altissime qualità estetiche ed artistiche delle opere di questo regista, tutte le pellicole arrivate successivamente non hanno potuto reggere il confronto. Se però il primo episodio de “Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio” (The Chronicles of Narnia: The Lion, the Witch and the Wardrobe, 2005) manteneva comunque una sua più che discreta dignità cinematografica, lo stesso non si può dire per lo sgangherato “Eragon” (id., 2006), e purtroppo anche per questo nuovo “La bussola d’oro”.
Tratto dal romanzo di Philip Pullman, adattato dallo stesso regista Chris Weitz, il film può senz’altro vantare una confezione tecnicamente impeccabile, fattore che però giustifica soltanto in parte i 180 milioni di dollari spesi dalla produzione per realizzarlo. Un simile impegno economico proprio non sembra giustificato da una visione che, se anche sfarzosa, molto sembra dovere all’impiego di effetti speciali realizzati al computer, e non certo all’allestimento di scenografie particolarmente elaborate. E proprio gli f/x sono in qualche modo una delle “pecche” dell’opera, in quanto non sorprendono più di tanto non essendo improntati verso un realismo della messa in scena, come ci ha abituato da qualche tempo a questa parte anche il cinema di fantascienza.
Elaborato nella messa in scena, fluido nella narrazione – che a dire il vero, a parte qualche piccolo intoppo, scorre piuttosto ben organizzata – “La bussola d’oro” però non riesce mai a coinvolgere lo spettatore a livello emotivo, né ad irretirlo con una messa in scena in grado di catturarne l’attenzione. L’operazione rimane complessivamente piuttosto distaccata ed inerme, o almeno incapace di rivolgersi anche ad un pubblico più adulto. Anche i tanto strombazzati ed inutilmente criticati sottotesti presenti nella storia in realtà si muovono su un livello stranamente molto superficiale, e non incidono mai sulla complessità del prodotto finale.
La regia di Weitz è poi professionale ma tutto sommato ordinaria, e le due star Nicole Kidman e Daniel Craig non ci hanno di certo regalato le loro migliori interpretazioni (evidentemente non porta loro fortuna recitare nello stesso film. Vedi anche il recente disastro di “The Invasion” (id., 2007).
Con i suoi “soli” 26 milioni di dollari incassati nel primo week-end di programmazione in America, “La bussola d’oro” non si sta di certo confermando il successo di pubblico che si prevedeva in partenza: tale risultato parziale si deve probabilmente al fatto che la pellicola è formalmente ineccepibile ma decisamente poco emozionante, chiusa in una confezione abbastanza “fredda” e quindi molto poco intrigante. Rispetto a quanto ci si sarebbe potuto aspettare dall’importanza del progetto, un mezzo passo falso.


Chris Weitz
Nicole Kidman
Daniel Craig
Eva Green
Dakota Blue Richards




