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Una bella commedia divertente per i piccoli e nostalgica per chi, seppur dica di detestare i toni alla Disney, finisce sempre per commuoversi quando vede amore e malinconia sprizzare da tutti i pori.

Io e Marley – La nostra recensione

Una bella commedia divertente per i piccoli e nostalgica per chi, seppur dica di detestare i toni alla Disney, finisce sempre per commuoversi quando vede amore e malinconia sprizzare da tutti i pori.

Se si vogliono portare le famiglie al cinema, staccare tre o quattro biglietti alla volta, il metodo che tutti conoscono ad Hollywood è quello di incentrare una storia su cani o su bambini. Se si mettono entrambi gli ingredienti e si fa un’adeguata campagna promozionale, il successo, se non garantito, è comunque probabile. E’ senza dubbio questo ciò che ha spinto i produttori di “Io e Marley”, nonché il regista David Frankel, a trarre una storia dall’omonimo libro del giornalista John Grogan, una serie di racconti autobiografici dell’autore (nati inizialmente come “editoriali” del quotidiano in cui lavorava) caratterizzati dalla presenza del proprio amato labrador, Marley per l’appunto. Un vero e proprio membro della famiglia, inseritosi quando ancora si era solo in due (John e la moglie) e diventato con il tempo anche punto di riferimento dei successivi tre figli avuti dalla coppia.

Chiaro che, avendo un cane tra i protagonisti, oltretutto estremamente vivace, non possano mancare nel film diversi momenti incentrati sui vari disastri domestici provocati dall’animale, scene di distruzione, caos e conseguente imbarazzo che chi si ricorda “Beethoven” può bene immaginare, ma c’è anche altro in questa gradevole commedia. L’idea vincente è quella di raccontare l’intero arco di vita dell’animale (fino quindi all’inevitabile decesso: cosa mai vista prima in un ricco “film per tutti” statunitense), mettendo in scena la storia di una famiglia, dei suoi equilibri, dell’amore che può cambiare nei modi ma non nell’intensità, le ambizioni di un uomo, la saggezza della donna, il ruolo dei figli.

Seppur in più frangenti non si capisca bene dove la pellicola voglia andare a parare, trascinandosi un poco troppo nel racconto cronologico della storia dei suoi protagonisti, il tono rimane sempre gradevole, mai sopra le righe, molto ottimista, ma non per questo superficiale. Di negativo c’è solamente un finale troppo lungo, oltremodo commuovente e teso a strappare lacrime di ogni tipo, soprattutto se si pensa che ci sono almeno altri tre momenti prima dove si poteva chiudere. David Frankel (che viene dal successo di un altro film tratto da best seller, “Il diavolo veste Prada”) segue con mestiere tutta la sua storia, dando dimostrazione di inventiva nella bella sequenza sullo scorrere del tempo quando John Grogan narra, con voce fuori campo, frammenti delle sue avventure con Marley. In definitiva, “Io e Marley” risulta essere una bella commedia da sera di Natale, divertente per i piccoli  e nostalgica per chi, seppur dica di detestare i toni alla Disney, finisce sempre per commuoversi quando vede amore e malinconia sprizzare da tutti i pori.

La pellicola arriverà nelle sale dal 3 aprile, distribuita dalla 20th Century Fox.

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COMMENTI:
  • stefania
    giovedì 31 dicembre 2009
    ore 11:02
    forse il giornalista che ha scritto questo articolo il sig D' Addio , non possiede un animale e penso che non abbia letto il libro perchè parla di questo film come di un cinepanettone qualsiasi , fatto solo per rubarti la lacrimuccia, non è proprio così. il film trasmette solo metà delle forti emozioni che ti da il libro ma John Grogan ha dato a tutti i possessori di cani , quelli che li vorrebbero scritti sul loro stato di famiglia, uno spaccato di vita vera che purtroppo termina con la morte e solo chi ha un cane può capire il dolore che si prova. la cosa più bella del libro , riportata nel film, è la frase " se gli dai il tuo cuore lui ti da il suo" , e molto spesso loro te lo danno anche se noi non gli diamo il nostro.
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