"Nuove Proposte"

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La sezione dedicata agli emergenti

"Nuove Proposte"

"Nuove Proposte"

NO MAN’S LAND
Regia: Danis Tanovic
Origine: Francia/Italia/Belgio/GB

L’azione si svolge in una trincea durante il conflitto jugoslavo del 1993. Due soldati, uno bosniaco, l’altro serbo, più una mina sul quale è adagiato un terzo militare, erratamente creduto morto: se il il suo corpo venisse rimosso la mina scoppierebbe e lo ucciderebbe. Un sergente francese dell’ONU vorrebbe districare la matassa mentre le tv internazionali si precipitano sull’evento per trasformarlo in un cinico show. Una allegoria tagliente della situazione nell’ex-jugoslava giocata su toni grotteschi; un’esilarante atto d’accusa contro la meschinità di una guerra in cui ha ragione di volta in volta chi ha il fucile in mano. Difficile non pensare a La seconda guerra civile americana di Joe Dante. Un epilogo crudele smorzato da una scoppiettante serie di trovate e da una sceneggiatura calibrata. Un difetto? Coincide con il pregio: una metafora voluta, lampante e forse per questo più cocente.


UNA NOCHE CON SABRINA LOVE
Regia: Alejandro Agresti
Origine: Argentina

Il diciassettene Daniel abita in un villaggio sperduto. Decide di prender parte al concorso che garantisce al vincitore una notte con la celebre pornostar argentina Sabrina Love. Sarà lui il prescelto a partire alla volta di Buenos Aires per coronare il suo sogno sessuale. Nella capitale ritrova il fratello, si fa strapazzare dalla suddetta attrice, si innamora e scopre personaggi laidi, la gelosia, la città, l’ambiguità, la malinconia e la felicità. Un road movie telefonato e senza molta inventiva che va ad allungare la lista infinita dei film basati su ‘l’estate che mi cambiò la vita’.


EISENSTEIN
Regia: Renny Bartlett
Origine: Canada/Germania

Ritratto essenziale (troppo) dell’ incommensurabile genio del più celebre regista sovietico. Ma non solo. Il suo apporto teorico è tuttora fondamentale e propedeutico a qualsiasi approccio creativo. Ed è qui che il film di Bartlett mostra il fianco preferendo tracciare un’ insufficiente biografia che non restituisce l’importanza del soggetto in questione di cui emergono soprattutto il beffardo humor, l’ambiguità sessuale, le difficoltà creative ai tempi dello staliniano realismo socialista. Raffazzonato e lacunoso, cattura solamente all’inizio quando l’improntitudine di Eisenstein si scontra con la solennità di Mejerchol’d. Fu l’inizio di una grande amicizia.



JALLA JALLA
Regia: Josef Fares
Origine: Svezia

Amore e sesso in una Stoccolma alle prese con l’integrazione culturale. Mans e Roro sono amici per la pelle e condividono affanni sentimentali. Il primo è alle prese con una temporanea impotenza che cerca di risolvere con i rimedi più disparati; il secondo, di origini arabe, ha una ragazza svedese che non ha ancora il coraggio di presentare alla propria famiglia che organizza per lui un matrimonio con una altrettanto indifferente ragazza libanese, costretta al matrimonio per non essere rispedita in patria. Il regista libanese emigrato in scandinavia tira fuori dal cilindro una spassosa commedia degli equivoci puntando su un cast sconosciuto ma in stato di grazia e riesce a prendersi beffe di luoghi comuni e intolleranze, ostacoli impervi ma non insuperabili da parte di chi ha la forte volontà di coronare il proprio sogno d’amore. Intrecci e gag a ripetizione.



ITALIANO PER PRINCIPIANTI
Regia: Lone Scherfig
Origine: Danimarca

A precedere i titoli di testa l’effige del manifesto Dogma ’95 per questo che è il quinto film danese ad avvinghiarsi ai dettami di Lars Von Trier e degli altri firmatari dell’ultimo tentativo avanguardista dei nostri tempi. Ormai l’occhio attento del cinefilo si è assuefatto ai comandamenti del decalogo e può concentrarsi sulla storia che si svolge in un piccolo sobborgo di Copenaghen e in cui il filo conduttore tra i personaggi è rappresentato dal comune impegno nell’imparare la nostra lingua, con obiettivi diversi. Ma non solo. Scherfig immette tipici temi bergmaniani come la crisi di un pastore, il dolore per l’ineluttabilità della morte, la crisi dei valori borghesi e l’assenza di un punto di riferimento solido come quello dei genitori che sono malati, inaffidabili, meschini e morti. Due ragazze scoprono di essere sorelle; la timidezza di un uomo e di una donna è uno scoglio insormontabile per la loro unione; il prete si adopera nel dare consigli e la sua goffaggine per la quale crea un imbarazzante scambio di funerali nella sua chiesa, non gli impedisce di rapire il cuore di una giovane commessa malata. Il teatro che ospita la lieta conclusione è un ristorante di una piovosa ma romantica Venezia. Quale luogo migliore per esercitarsi in italiano e saldare i propri affetti?



CAN CHE ABBAIA NON MORDE
Regia: Bong Joon Ho
Origine: Corea del Sud

Un giovane lettore universitario irritato da un rumore di sottofondo si convince che la sorgente di tale noia sia il cane di una sua vecchia vicina. Rapisce la bestia e la rinchiude nello scantinato.
A poca distanza abita una segreataria assalita da un’insopportabile tedio che decide di impegnarsi nella ricerca dei cani che spariscono sempre più frequentemente, finché non individua il colpevole.
La banalità del quotidiano, l’infernale monotonia dei condominio che genera mostri a cui piace leccarsi i baffi con un bel pasto a base di cani. Commedia nera con tanta carne ( è il caso di dirlo) al fuoco; una sceneggiatura ricca che incespica quà e là. La protagonista femminile poi sembra più interessata a scovare il colpevole per apparire in televisione che per amore per gli animali. Del resto la noia asciuga pure l’intelletto e si rischia di far la fine del cane ed essere ingoiato dal mostro, quello mediatico.


IO AMO PECHINO
Regia: Ning Ying
Origine: Cina

Dezi è un giovane tassista donnaiolo di Pechino che incontra persone le cui vite vanno e vengono fuori del suo orizzonte mentale. Non quando si tratta di donne, però.
A bordo del suo taxi vagabondiamo attraverso una Pechino sospesa tra la sparizione degli antichi valori e il futuro incerto nella cina postmaoista.
Una specie di rapsodia condotta sulla linea di sguardo di un inquieto tassista per dar forma alle ansie della nuova generazione.
Momenti di Pechino immortalati includono fotografie prematrimoniali in costumi storici; lugubri rumori e contorsioni di animali in una foresta mentre dei vecchi fanno ginnastica; incantesimi latini che un espatriato recita da Maxim’s; tassisti che discutono appassionatamente di spaghetti nei bagni pubblici; agopuntura all’aperto; e il passeggero sul sedile posteriore di un taxi che cerca disperatamente di perfezionare il suo discorso di benvenuto a una delegazione straniera, sulle virtù dell’anatra pechinese.

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