Il commento
“Le verità nascoste” poteva essere il solito thriller, scontato e noioso, reso vivo da qualche punta di suspense. Così non è stato. Non solo perché c’è la mano di un regista che si chiama Robert Zemeckis e che di bravura ne ha da vendere, ma perché la costruzione della storia, i particolari, e i momenti clou appassionano e divertono. Il regista, premio Oscar per “Forrest Gump”, parte da un omaggio a Hitchcock di “La finestra sul cortile” e continua su un terreno sempre in salita. La paura di Claire, i colpi di scena, le misteriose presenze aumentano di sequenza in sequenza, fino a giungere al culmine nelle scene finali. Probabilmente la storia dell’amante che spunta fuori dalla tomba per mettere in guardia la sua ex rivale, non pecca di originalità. Per questo vale la pena di vedere “Le verità nascoste”: se lo spettatore si lascerà toccare dalla tensione di una brava Michelle Pfeiffer, al resto ci penseranno le scene costruite con meticolosità e cura. Il film e' ambientato soprattutto all'interno di una grande villa che, dalla casa perfetta per una coppia perfetta, si trasforma in qualcosa di pericoloso e inquietante. I dettagli sono curati alla perfezione. E' bastata una particolare gradazione di blu sulle pareti a trasmettere una sensazione diversa quando il tutto diventa più scuro e minaccioso. In questo contesto anche Harrison Ford regge bene la parte del marito pieno di ombre e riconferma il suo talento che, negli ultimi film, si era un po’ perso.
In sintesi
Un film che appassionerà anche i più scettici su un genere, il thriller, che è difficile portare con successo sul grande schermo.
Il giudizio
Un brivido sulla schiena dello spettatore


Michelle Pfeiffer
Harrison Ford
Robert Zemeckis




