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Approfittando dell'uscita del divertentissimo "Hot Fuzz" abbiamo stilato la classifica di quelle che secondo noi sono le più divertenti parodie della storia del cinema contemporaneo

Le grandi parodie

Approfittando dell'uscita del divertentissimo "Hot Fuzz" abbiamo stilato la classifica di quelle che secondo noi sono le più divertenti parodie della storia del cinema contemporaneo

Frankenstein Junior (Young Frankenstein, 1974)
Il genio di Mel Brooks ha raggiunto il suo culmine con questo omaggio scatenato ma in fondo anche commosso ad una delle leggende del cinema horror, facendone una creatura goffissima ed irresistibile. Il nipote del famigerato barone scopre gli scritti del nonno ed insieme alla sua strampalata combriccola resuscita la mostruosa “creatura”, che alla fine debutterà addirittura a Broadway. Venato da un’elegante vena cinefila, il capolavoro di Brooks è davvero un’opera senza tempo, tempestata di battute che ancora oggi sono veri e propri gioielli di comicità. Il cast ormai mitico è composto da Gene Wilder, Marty Feldman, Cloris Leachman, Teri Garr, il compianto Peter Boyle e, per chi non lo avesse riconosciuto, dal cameo cult di Gene Hackman (chi sa dire quale personaggio interpreta?).
 

Amore e guerra (Love and Death, 1975)
Prima della svolta esistenzialista dello splendido “Io e Annie” (Annie Hall, 1977), Woody Allen ci ha regalato questa personale rivisitazione dei classici della letteratura russa, dissacrata attraverso le vicende assurde del giovane Boris, costretto alla guerra ed invece più dedito alle gentilezze del gentil sesso…Magari la forma filmica di Allen regista è ancora un po’ grezza, ma le trovate comiche sono di altissima inventiva, e già si muovono sui fili preziosi del nonsense. La freddura più ricordata? Il raduno annuale degli scemi del villaggio, accolti dallo striscione appeso sopra l’ingresso, che recita “Welcome Idiots”.    

L’Aereo più pazzo del mondo (Airplane!, 1980)
Il lungometraggio che ha segnato un punto di svolta, il passaggio da un tipo di parodia più raffinata e sottile ad una comicità di certo più grossolana, ma comunque irresistibile. Questa volta ad essere preso di mira è un successo catastrofico degli anni ’70, “Airport” (id., 1970), che diede vita ad un filone che durò tutto il decennio. I fratelli Zucker e Jim Abrahams realizzano una pellicola scatenata, con gags a ripetizione all’insegna del più sfrenato nonsense. Tra gli attori c’è anche Leslie Nielsen, che con il trio darà vita all’altrettanto impersibile “Una pallottola spuntata” (The Naked Gun, 1988).  

Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Blazing Saddles, 1974)
Ancora la coppia Brooks-Wilder, questa volta alle prese con il mito del West, visto con gli occhi di uno schiavo nero che dopo mille peripezie diventa…sceriffo di una cittadina di razzisti! Il ritmo e la quantità di trovate della prima parte di questo film lo rendono probabilmente il momento più alto della cinematografia di Brooks, ma il finale eccessivamente meta-cinematografico ne attenua il risultato finale. Rimane comunque la bontà di un’opera spassosa, piena di personaggi ormai mitici, come ad esempio il vaccaro Mongo.

Scary Movie 2 (id, 2001)  
E non poteva mancare un prodotto che mettesse alla berlina praticamente tutto l’horror americano contemporaneo, attraverso una vena scorretta ed acida che i fratelli Wayans hanno saputo esplicitare al meglio. Dei quattro episodi fino ad ora realizzati noi abbiamo preferito il secondo, quello appunto più  sboccato ed estremo, ma al tempo stesso vitale e molto poco conciliatorio sia con l’establishment hollywoodiano che con la società e la politica “made in U.S.A.”. Dal terzo capitolo in poi la regia passerà a David Zicker, e la saga perderà quel tocco scorretto, ma non la capacità di divertire.
COMMENTI:
  • Massimo
    martedì 28 agosto 2007
    ore 13:39
    sono con voi per i primi 4 ma escluderei da questa classifica d'elite scary movie che pur avendolo apprezzato come saga non mi dice niente a confronto degli altri
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