Courtesy of Warner Bros
Un’eroina condannata e osannata; un cardinale mascalzone ma raggirato: questi i due poli di attrazione di un film che rimane soffocato nella sua artificiosità.
L’INTRIGO DELLA COLLANA
Un’eroina condannata e osannata; un cardinale mascalzone ma raggirato: questi i due poli di attrazione, splendidamente interpretati dalla Swank e da Pryce, di un film che rimane soffocato nella sua artificiosità.
Con: Hilary Swank, Jonathan Pryce, Cristopher Walken
Distribuzione:Warner Bros
Un gioiello di inestimabile valore è al centro di una cospirazione realmente accaduta nel mondo libertino e parassitario della corte di Versailles, quando i germi di quella che sarebbe stata la Rivoluzione più celebre della storia si preparavano ad intaccare per sempre lo sfarzo della monarchia francese. Napoleone sostenne che il colpo di grazia all’aristocrazia transalpina fu dato dallo scandalo di palazzo che aveva coinvolto un membro della famiglia reale - la vezzosa regina Maria Antonietta- la più spettacolare collana di diamanti d’Europa e una signora, la cui nobile origine era stata rinnegata.
La dama in questione è Jeanne de la-Motte de Valois, privata della sua eredità dopo essere rimasta orfana, ma decisa a riprendersi ciò che le spetta di diritto secondo la carta genealogica di cui è in possesso, attraverso una subdola manovra perpetrata ai danni della corte.
Sfruttando abilmente le bramosie di potere del depravato Cardinale de Rohan, la giovane nobildonna concepisce un pericoloso complotto, fondato su un falso rapporto epistolare le cui conseguenze finiscono per incrementare l’isterismo delle piazze davanti alla palese, quanto falsa compromissione dell’incolpevole regina e a costituire un ulteriore campanello d’allarme sul sentiero che condurrà alla Presa della Bastiglia.
Scegliendo in toto la prospettiva di Jeanne, in attesa di essere processata dal Parlamento, il film mostra, con un lungo flashback, la tattica con cui la seducente giovane riesce a penetrare nei torbidi e complessi intrighi di potere alimentati dall’avidità, la corruzione, l’intermediazione e lo scambio di favori.
Ma la restituzione del proprio titolo nobiliare è solamente un momento di passaggio per una vicenda i cui esiti sfuggono alle vistose doti della carismatica protagonista capace di utilizzare a proprio vantaggio le stesse detestabili armi della manipolazione e del ricatto.
Un’eroina condannata e osannata; un cardinale mascalzone ma raggirato: questi i due poli di attrazione, splendidamente interpretati dalla Swank e da Pryce, di un film che rimane soffocato nella sua artificiosità. Perché la storica macchinazione è gustosa, vibrante e assolutamente moderna, ma la regia, non all’altezza, fatica ad orientarsi e a pungere finendo per essere troppo convenzionale.
HIGHLIGHTS
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