Spacciandosi così per mercante d’arte e ostentando una prodigalità che mai si era potuto permettere, Romano cerca di capovolgere l’immagine di sbandato che Alba ancora aveva di lui e, dopo le soste a Genova e a Reims, i due finiscono a letto. Arrivati ad Amsterdam, Alvaro si occupa del carico mentre Romano incontra Edgar, il fornitore, un raffinato pervertito che lo coinvolge in un’orgia di sesso e alcool. Al ritorno in albergo la situazione con Alba precipita, vengono fuori i vecchi motivi di contrasto e quell’inaffidabilità che la ragazza gli ha sempre rimproverato. Quando allora, dopo aver attraversato felicemente le frontiere al ritorno, il doppiofondo si scardina e i pacchetti di droga vengono seminati lungo l’autostrada…
Il commento
Se un film come “Il Prezzo” arrivasse da un altro paese potrebbe sembrare un esercizio di routine; arrivando dall’Italia è una piacevole eccezione. Innanzitutto perché raramente in Italia si batte un genere come il noir, esplorandone per di più le feconde potenzialità malinconico-nichilistiche; poi perché nel panorama nostrano è difficile trovare un cinema d’atmosfera che lavori scrupolosamente sull’illuminazione, sulla musica (il jazz languido del Quintetto Paolo Fresu) e con attori che siano corpi e sguardi prima che macchine parlanti. Stefano Dionisi e Chiara Caselli sono perfettamente in parte proprio in quanto tra i pochi “divi” italiani capaci di un notevole carisma fisico oltre che di prestazioni recitative, un po’ leziose ma comunque godibili.
Ogni tanto, dicevamo, qualcosa sa di maniera e la scrittura appare a tratti poco corposa (oltre un problema fisiologico del nostro cinema: il parlato, anche dialettale, ha sempre qualcosa di posticcio), ma lo sforzo di Stefanelli, regista esordiente dopo il corto del ’98 “La matta dei fiori”, rimane ammirevole, come conferma un finale aperto il cui pessimismo non concede nulla allo spettatore.
In sintesi
Un film ricco di atmosfera e di malinconia, inusuale nel panorama del cinema di casa nostra. Malgrado la distribuzione un po’ fiacca, andrebbe recuperato come esempio possibile da seguire per un augurabile svecchiamento delle produzioni italiane.
Giudizio
Umorale e disincantato, quindi affascinante.


Chiara Caselli
Stefano Dionisi
Simonetta Stefanelli




