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Film

Sbarca in Italia un nuovo kolossal di origine francese. Film in costume, con un grande cast e migliaia di effetti speciali “Il patto dei lupi” segna il ritorno alla regia di Christophe Gans, dopo “Crying Freeman”.

Il patto dei lupi

Sbarca in Italia un nuovo kolossal di origine francese. Film in costume, con un grande cast e migliaia di effetti speciali “Il patto dei lupi” segna il ritorno alla regia di Christophe Gans, dopo “Crying Freeman”.

Cast: Samuel Le Bihan, Vincent Cassel, Monica Bellucci, Mark Dacascos, Emilie Dequenne.
Origine: Francia – 2001.
Durata: 118’
Regia: Christophe Gans.

Sbarca in Italia un nuovo kolossal di origine francese. Film in costume, con un grande cast e migliaia di effetti speciali “Il patto dei lupi” segna il ritorno alla regia di Christophe Gans, dopo “Crying Freeman”. E come il suo primo film, anche in questo lo spettatore rimane profondamente colpito dall’impatto visivo della pellicola, ma ancor più profondamente, rimane deluso dalla struttura narrativa, dall’intreccio o più semplicemente dalla storia del film.

1766 Gèvaudan.
Un mistero terrificante si abbatte sulla piccola provincia francese. Più di cento persone, tutte donne e bambini, sono state brutalmente uccise da una bestia nell’arco di tre anni e nessuno mai è riuscito a catturarla.
La Francia di Luigi XV è in guerra contro l’Inghilterra, ma la leggenda della Bestia di Gèvaudan sta ridicolizzando l’intera nazione agli occhi di tutta l’Europa; quindi il re manda Gregoire de Fronsac, illustre scienziato illuminista, a Gèvaudan per risolvere il caso.
Accompagnato dal suo fedele compagno Mani, il cavaliere de Fronsac inizia una lunga caccia alla bestia, aiutato dalla giovane e affascinante Marianne e della più misteriosa Sylvia. Ma contro di loro si scaglia l’alta aristocrazia di Gèvaudan, profondamente spaventata dal cavaliere e dalla sua convinzione che la bestia sia guidata da qualcuno…

Tratto da una storia vera o meglio da una leggenda francese “Il patto dei lupi” racconta qualcosa che forse duecento anni fa è realmente accaduto.
“La prima parte del film è fedele agli eventi, tutti i personaggi sono veramente esistiti con l’ovvia eccezione del guerriero (Mani). La Bestia di Gèvaudan era un affare di stato e alla fine il re ordinò semplicemente che si uccidesse un lupo da mostrare a tutti come la Bestia. Ma gli attacchi e le vittime non finirono e noi forniamo la nostra soluzione del mistero della Bestia, una soluzione saldamente basata sui fatti. E poi l’uomo è sempre stato abile a corrompere la natura e renderla perversa” racconta con fermezza il regista che ha scelto per la parte dell’eroe “un eroe coraggioso, ma che commette anche degli errori e agisce spesso in modo goffo con le donne. Penso che Samuel Le Bihan sia perfetto per il ruolo.” Ma a noi l’eroe è risultato poco credibile, come del resto tutto il film. La regia eccessiva, i banali intrighi di corte, la fanta-bestia, tutto ci è sembrato sconnesso, esagerato. Il film scorre, non ti diverte né ti annoia. Christophe Gans esagera, si diletta in una regia visionaria ma che non porta a niente, se non a disturbare lo spettatore. Spesso si perde, l’intreccio a delle chiare lacune , a volte irrita anche, ma comunque lui il kolossal l’ha girato anche senza essere Benigni o Tornatore, e l’Italia lo sta a guardare.

Un’ultima nota per la nostra Monica Bellucci e il suo Vincent Cassel. Lei credibile e bella come non mai, lui grandioso e… perché non gli avete fatto fare il protagonista, l’eroe vero che conquista il pubblico. In fondo “Il patto dei lupi” racconta questo!
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COMMENTI:
  • Lorenzo
    martedì 16 luglio 2002
    ore 0:00
    Commento articolo: Il patto dei lupi : Verso circa la metà del film c\'è una scena in cui un tizio si mette al pianoforte e inizia a suonare qualcosa, proprio in quel momento arriva il protagonista che rimane sorpreso dalla sua musica e il tizio gli dice : \" Bello questo pezzo vero? E\' la nuova musica che và di moda ora in Francia! \" ( il film è ambientato nella seconda metà del 1700 ) ...la melodia che suonava quel tizio era sicuroi però di averla già sentita da qualche parte! Inizialmente allora cominciai a pensare a qualcosa di classico, magari Mozart, Chopin, Wagner...quando solo verso la fine del film ebbi l\'illuminazione ...il pezzo suonato era identico all\'assolo di Keith Emerson che sta nella canzone Knife Edge! Per sicurezza poi lo riascoltai nuovamente ...due pezzi identici!!! Ma questo brano dunque...di chi è??? Ovviamente ci sono più possibilità che Emerson abbia ripreso un brano di 200 e passa anni fà, visto che nella sua cariera ha spesso rivisitato molte opere classiche passate, come nel caso più eclatante di Pictures At An Exhibition dove riprende Mussorgsky! . ..ma cavolo!...Emerson allora si sarebbe ridotto perfino ad utilizzare melodie passate anche per un misero assolo di neanche 20 seconi??? Quindi secondo me, esiste anche un\' altra ipotesi, sicuramente meno probabile, ma cmq possibile : Il regista, magari amante degli Emerson, Lake and Palmer, potrebbe infatti aver volutamente inserito tale pezzo, spaccianodolo per uno di musica classica-barocca, data l\' effettiva somiglianza con le sonorità \"emersoniane\"! ...e duque in questo contesto, la frase : \" Bello questo pezzo vero? E\' la nuova musica che và di moda ora in Francia! \" sarebbe stata introdotta dal regista, giusto per giocare un pò, magari pensando che tanto nessuno se ne sarebbe mai accorto! Secondo voi?? Qualcuno sa dirmi qualche particolare in più?
  • Antonella
    venerdì 14 dicembre 2001
    ore 0:00
    Commento articolo: Il patto dei lupi : Esprimo il mio dissenso completo alla Vostra scheda critica sul film Francese; \'Le pacte des Loups\'. E\' un film avvincente sin dall\'inizio, completo: c\'è tutto, effetti speciali, tenera storia d\'amore, bella colonna sonora, paura, bei costumi, begli attori. E sopra ogni cosa: un grande amore e rispetto per il Meraviglioso Lupo. Il Lupo, tanto odiato, e che invece merita un grande rispetto e merita di vivere anche lui. Nel bellissimo film di Gans Il Lupo viene completamente \"scagionato\" dall\'accusa infamante di uccidere donne e bambini in una valle Francese nel sec. diciottesimo. Il vero \'carnefice\' è l\'uomo, un nobile con la sua corte orrenda di rozzi e volgari accoliti. Il nobile e bellissimo Lupo uccide per fame, l\'uomo per divertimento, per sete di potere e altri biechi e squallidi motivi. Io amo questo film Francese che basandosi su un fatto realmente accaduto offre lo spunto per riabilitare gli animali, e in questo caso Il Lupo. I veri \'Lupi\' sono certi indegni esseri umani. cacciatori compresi. E finitela, in Italia di rispondere all\'augurio: \'In bocca al Lupo\', con la superficiale e disgustosa frase: \'Crepi il Lupo\'. Vergognatevi! Io e la mia Famiglia auguriamo al Lupo lunga vita e prosperità. Che il 2002 \'squarci l\'orrido telo\' di falsità e menzogne e superstizioni riguardanti il Lupo. Grazie a Cristophe Gans per il suo bellissimo Film: \'Le pacte des Loups\' e che Dio aiuti Il Lupo che sta scomparendo anche senza augurarglielo con lo stupido e schifoso modo di dire: \'Crepi il Lupo\'. Signore Iddio aiuta il Lupo a sopravvivere alla faccia dei cacciatori, e di tutti i malvagi egoisti, cinici e superficialotti. Auguri di Buone Feste alle brave ed oneste persone.
  • Giuseppe
    mercoledì 12 settembre 2001
    ore 0:00
    Commento articolo: Il patto dei lupi : A proposito de "Il patto dei lupi" penso che tutto il film vada osservato e "degustato" per quello che è: una spettacolare favola gotica in costume.Infatti come tale ha: 1)una giusta dose di orrido 2)l'eroe senza macchia e senza paura 3)la vittima sacrificale 4)il lieto fine.L'impianto narrativo si basa sull'ipercollaudato modulo di "Cappuccetto rosso";il che può piacere o meno,è una questione di gusti, ma non dovremmo andare alla ricerca di una trama elaborata o di un impeccabile conseguenzialità delle vicende. Mi è sembrato un film onesto e,personalmente,godibile.Basta lasciarsi andare sulla scia del fantastico, dimenticando per un attimo la pretesa di rigorosa razionalità che un film di tale genere non può (oserei dire no deve) dare. Gli attori mi sono apparsi ben scelti:svetta al di sopra di tutti la "coppia magica" Vincent Cassel/Monica Bellucci. E direi che mi è piaciuta l'idea "assurda" di introdurre un elemento apparentemente estraneo come l'indiano "Mani"; infatti questa contaminazione di due generi così diversi quali l'horror e il western, ha riportato su grande schermo il piacere dello spettatore nel farsi stupire e sottilmente "inorridire", che io per anni avevo appezzato in un fumetto in particolare : parlo del mitico TEX WILLER.Questo per non citare il grande ZAGOR; e qui siamo giunti a considerare l'ibridazione tra mezzi espressivi diversi........ma questa è un'altra storia.
  • Giuseppe
    mercoledì 12 settembre 2001
    ore 0:00
    Commento articolo: Il patto dei lupi : A proposito de \"Il patto dei lupi\" penso che tutto il film vada osservato e \"degustato\" per quello che è: una spettacolare favola gotica in costume.Infatti come tale ha: 1)una giusta dose di orrido 2)l\'eroe senza macchia e senza paura 3)la vittima sacrificale 4)il lieto fine.L\'impianto narrativo si basa sull\'ipercollaudato modulo di \"Cappuccetto rosso\";il che può piacere o meno,è una questione di gusti, ma non dovremmo andare alla ricerca di una trama elaborata o di un impeccabile conseguenzialità delle vicende. Mi è sembrato un film onesto e,personalmente,godibile.Basta lasciarsi andare sulla scia del fantastico, dimenticando per un attimo la pretesa di rigorosa razionalità che un film di tale genere non può (oserei dire no deve) dare. Gli attori mi sono apparsi ben scelti:svetta al di sopra di tutti la \"coppia magica\" Vincent Cassel/Monica Bellucci. E direi che mi è piaciuta l\'idea \"assurda\" di introdurre un elemento apparentemente estraneo come l\'indiano \"Mani\"; infatti questa contaminazione di due generi così diversi quali l\'horror e il western, ha riportato su grande schermo il piacere dello spettatore nel farsi stupire e sottilmente \"inorridire\", che io per anni avevo appezzato in un fumetto in particolare : parlo del mitico TEX WILLER.Questo per non citare il grande ZAGOR; e qui siamo giunti a considerare l\'ibridazione tra mezzi espressivi diversi........ma questa è un\'altra storia.
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